Sanihelp.it – Lo zoccolo duro di chi ancora avverte disagio di fronte alla foto di due anziani in atteggiamenti amorosi resiste e aumenta quando le persone osservate sono dello stesso sesso. La buona notizia è che non si tratta della maggioranza ed è minoritaria anche la quota di coloro che pensano ancora al sesso come a un affare per giovani. A dirlo sono i risultati dell’indagine on line sulla sessualità nella terza età, svolta dalla Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica (FISS) in occasione della decima edizione della Settimana del Benessere Sessuale (SBS), in programma in tutta Italia dal 25 settembre al 1° ottobre 2023.
Il questionario è stato elaborato dal comitato scientifico della Federazione italiana di sessuologia scientifica (Fiss) e diffuso in forma anonima sul sito e sui social della Fiss da aprile a luglio 2023. Alle domande hanno risposto 369 persone maggiorenni, di cui il 75% si identificava nel genere femminile e il restante 25% in quello maschile. La maggior parte era residente al Nord e nelle grandi città. Il 75% dichiara di avere la laurea e oltre il 34% è sposato. L’età media dei rispondenti era di 44 anni.
Sono pochissimi (2,7%) i partecipanti all’indagine che ritengono l’attività sessuale delle persone anziane un sintomo di morbosità. «La stragrande maggioranza dei partecipanti all’indagine crede che la sessualità nella terza età non sia un affare esclusivo dei più giovani; dichiarano che per loro la sessualità non è limitata alla attività penetrativa, che il piacere sessuale sia importante a qualsiasi età, ma l’8,5%, unito a una fetta di neutrali (26%), crede che in età anziana non avere un partner significhi non avere una vita sessuale. L’affermazione secondo la quale gli anziani hanno una maggiore esperienza che aiuta a vivere meglio la sessualità ha raccolto un’alta percentuale di neutrali (53%) e di persone in disaccordo (23%), un dato che fa ipotizzare la scarsa fiducia nella possibilità di affinare la propria conoscenza di sé e degli altri e la consapevolezza riguardo all’affettività», commenta Caruso.
Ai partecipanti al questionario è stato inoltre chiesto di commentare undici immagini che rappresentavano uomini e donne giovani e anziane ma anche coppie dello stesso sesso in atteggiamenti affettuosi. Chi ha risposto si è detto per lo più a proprio agio davanti a carezze e baci a qualsiasi età, ma la quota di persone che credono che le foto mostrino atteggiamenti «non sani e non positivi» o si dichiarano neutrali cresce, quando le coppie sono dello stesso sesso. Per esempio, l’istantanea di due anziani che si baciano riscuote l’approvazione dell’oltre 90% delle risposte mentre l’immagine di due ragazzi maschi o di due donne anziane nella stessa posa raccolgono il consenso solo del 70%. Anche le più appassionate, che ritraggono le effusioni fra un uomo e una donna con i capelli bianchi, incassano il favore dei commenti in maniera superiore alla foto di due uomini attempati che si scambiano un bacio coinvolgente.
«La sessualità nella terza età non scandalizza la maggior parte delle persone e non è considerato un tabù sia nelle affermazioni sia nel giudizio verso immagini che rappresentano gesti d’amore. Ancora, però, esiste una fetta che resta turbata o in posizione neutrale di fronte a foto di coppie dello stesso sesso. Questo può essere spiegato dai pregiudizi a considerare il sesso nella terza età un elemento della vita di tutti, anche di coloro che hanno orientamenti sessuali differenti», conferma la dottoressa Roberta Rossi, psicosessuologa, past president della Fiss e co-responsabile dell’indagine. «I dati indicano un approccio positivo verso il tema della sessualità nella terza età, sintomo di maturità nelle opinioni delle persone intervistate. Le quote però di coloro che restano in un atteggiamento neutrale di fronte alle immagini di coppie dello stesso sesso rilevano l’esigenza di affrontare in maniera maggiore l’affettività e la sessualità», Marco Silvaggi, psicosessuologo e co-responsabile dell’indagine.