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Anorgasmia: superarla con i consigli della psicologa

Piacere

Sanihelp.it Il 31 luglio ricorre la Giornata Mondiale dell’Orgasmo, il culmine del piacere che, però, qualcuno fatica a raggiungere. Combinando i dati emersi da 70 studi internazionali condotti su un campione di oltre 90.000 persone, la piattaforma di sex-education CLIMAX ha rilevato per esempio, che solo il 64% delle donne intervistate ha dichiarato di aver avuto un orgasmo durante l'ultimo rapporto sessuale, rispetto al 91% degli uomini. Le donne che incontrano maggiori difficoltà a raggiungere l’apice del piacere rientrano nella fascia di età inferiore ai 25 anni (62%). 1 donna su 5 si accontenta di raggiungere l'orgasmo solo una volta al mese (21%) e il 4% meno di una volta. Infine, l’11% delle donne in coppia ha detto di non aver provato alcun orgasmo nell'ultimo anno e il 3% di non averne mai avuto uno.


«L’impossibilità di raggiungere il culmine del piacere, nonostante una stimolazione adeguata da parte del partner, può scatenare un intenso disagio emotivo e relazionale. Se l'assenza di orgasmo si verifica in modo persistente o ricorrente durante un lasso di tempo prolungato, in tal caso possiamo parlare di anorgasmia. L’anorgasmia colpisce sia gli uomini che le donne, anche se è prevalentemente un fenomeno femminile, e può manifestarsi sin dall'inizio dell'attività sessuale così come comparire successivamente, dopo un periodo in cui è stato possibile vivere questa esperienza» spiega Valeria Fiorenza Perris, psicoterapeuta e clinical director del servizio di psicologia online Unobravo che precisa anche come non sia corretto parlare di anorgasmia se il culmine del piacere, pur non raggiunto attraverso la penetrazione, si ottiene con la stimolazione diretta o indiretta dei genitali: «Il raggiungimento dell'orgasmo attraverso altre modalità di stimolazione è del tutto normale e non indica alcuna anomalia o disturbo. Ogni individuo, uomo o donna che sia, può sperimentare e godere della sessualità in modi diversi e questa diversità è una parte essenziale dell'esperienza umana».

Quando l’anorgasmia c’è, essa può avere diverse cause, fisiche (come alcune patologie e condizione mediche, l’assunzione di alcuni farmaci eccetera) ma anche psicologiche. «L'ansia, specialmente se legata a pensieri ricorrenti riguardo alla propria prestazione sessuale o a una smisurata attenzione per il solo piacere del partner, può condizionare la capacità di raggiungere l’apice del piacere. Anche la difficoltà ad accettare la propria immagine corporea, lo stress e le pressioni lavorative, così come le restrizioni culturali e religiose, la mancanza di educazione alla sessualità, l'abnegazione, il senso di colpa associato al provare piacere durante il sesso e un eccessivo autocontrollo possono rappresentare un ostacolo all’orgasmo. Anche l’aver esperito traumi psicologico-sessuali, abusi o violenze può avere un forte impatto e compromettere la capacità di raggiungere il culmine del piacere sessuale. Infine, una mancanza di armonia, affiatamento, connessione e rispetto all’interno della coppia, così come una scarsa comunicazione dei propri bisogni sessuali al partner possono essere tra le principali cause di anorgasmia, soprattutto nelle donne. Identificare e capire l’origine di questa condizione è essenziale per poterla affrontare in modo adeguato e liberarsene» aggiunge l’esperta.

Superare l’anorgasmia è possibile, a patto di riconoscerla e prenderne coscienza. A tal proposito, gli esperti di Unobravo suggeriscono di intraprendere un processo di auto-esplorazione, dedicando del tempo a individuare e comprendere i propri desideri, blocchi emotivi e risposte sessuali. Dopo un consulto medico utile a escludere eventuali cause fisiche, è bene innanzitutto educarsi alla sessualità, cioè acquisire una maggiore conoscenza dell'anatomia e delle diverse modalità di piacere può contribuire a diminuire l'ansia e a far sì che l'esperienza sessuale sia più soddisfacente. Anche creare un'atmosfera di intimità emotiva con il partner può aiutare a migliorare la risposta orgasmica, così come parlare e confrontarsi sulle eventuali difficoltà a raggiungere l’apice del piacere. Prendersi del tempo per esplorare il proprio corpo e le sensazioni che si provano può contribuire a comprendere meglio le proprie risposte sessuali e a individuare ciò che porta al piacere ed è consigliabile anche sperimentare diverse tecniche sessuali, come la stimolazione diversificata delle zone erogene, per cercare di scoprire nuove fonti di piacere e favorire l'orgasmo.

Se, nonostante gli sforzi personali, la difficoltà a raggiungere l’orgasmo persiste, è consigliabile consultare un professionista esperto in sessuologia o terapia sessuale (anche Unobravo dà la possibilità di intraprendere percorsi di terapia online con psicologi e psicoterapeuti specializzati in sessuologia o terapia di coppia). «La psicoterapia offre un ambiente sicuro e confidenziale in cui esplorare le sfumature della propria sessualità. Lavorando insieme al terapeuta, si possono identificare gli ostacoli psicologici che limitano l'espressione sessuale e il piacere. Questo processo di esplorazione e comprensione può aiutare a liberarsi da eventuali ansie, paure o blocchi emotivi che impediscono una sessualità serena e soddisfacente e a sviluppare strategie per raggiungere il piacere sessuale» conclude la dottoressa Perris. «Se l'anorgasmia influisce sulla relazione di coppia, coinvolgere il partner nella terapia può essere benefico. La terapia di coppia può aiutare a migliorare la comunicazione, creare maggiore intimità e sviluppare strategie condivise per dare significato al sintomo e trovare nuove strategie per vivere una sessualità di coppia appagante. Il percorso psicologico non solo permette di conoscere maggiormente sé stessi, ma può essere una preziosa opportunità anche per esplorare e comprendere meglio i bisogni e i desideri propri e del partner, mettendo in luce le peculiarità di entrambi».

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