Sanihelp.it – Buone notizie per quanti ricorrono alla Prep (o profilassi pre-esposizione), il farmaco che permette di non contagiarsi con il virus dell’HIV quando vi si trova esposti: il Comitato prezzi e rimborsi dell'Agenzia Italiana del farmaco (AIFA) ha dato l'ok al suo inserimento in fascia A, che lo rende rimborsabile da parte del Servizio Sanitario Nazionale. In pratica, quindi, chiunque ne abbia necessità, senza distinzioni di genere, età, orientamento sessuale, potrà ottenerlo gratuitamente, mentre attualmente è completamente a carico dell’acquirente (una confezione da 30 compresse costa circa 60 euro). La decisione dovrebbe diventare operativa a giorni.
Ma cos’è esattamente la profilassi pre-esposizione? Come spiega l’Anlaids Onlus sul proprio portale, è una terapia farmacologica di tipo preventivo che consiste nell’assunzione, da parte di persone sieronegative (cioè che non hanno contratto il virus dell’HIV), di una dose, raccomandata e ben definitiva, di specifici farmaci antiretrovirali (a base di tenofovir disoproxil fumarato ed emtricitabina), quotidianamente o al bisogno, per evitare di diventare sieropositive.
Chiaramente non si tratta di una automedicazione: la terapia viene prescritta da un medico infettivologo, presso centri specifici, in quei casi che espongono al rischio di contrarre l’HIV. Può, per esempio, essere prescritta a un soggetto che pratica abitualmente chemsex, ovvero sesso sotto l’effetto di sostanze psicoattive disinibitorie e/o che tende ad avere rapporti occasionali non protetti, o, ancora, in una coppia sierodiscordante, cioè in cui uno dei due partner è sieropositivo e l’altro no, ma solo se il virus è rilevabile nel suo sangue e non venga utilizzato il preservativo. Se il partner sieropositivo, invece, segue la terapia antiretrovirale e il virus risulta stabilmente soppresso e non rilevabile, la Prep non è necessaria.
Questa forma di profilassi è disponibile in Italia già dal 2017. Per ricorrervi occorre sottoporsi al test per l’HIV, per escludere di essere sieropositivi, oltre a una serie di ulteriori esami (anche per valutare la funzionalità dei reni); una volta avviato il trattamento, bisogna inoltre sottoporsi a controlli periodici a cadenza variabile, oltre che a screening per altre malattie sessualmente trasmissibili (verso le quali la Prep non ha alcun effetto protettivo). Per saperne di più si può consultare il sito www.prepinfo.it.