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Camere separate, coppie unite

Lui e lei

Sanihelp.it – A lungo si è pensato che la scelta di dormire in letti o addirittura camere separate fosse il preludio della fine di un rapporto di coppia. E invece, sembra proprio il contrario: non condividere il talamo rinforza il rapporto.


Un sondaggio realizzato nel 2005 dalla National Sleep Foundation rivela, infatti, che il 23% delle coppie americane sposate dormono in camere separate e sempre secondo tale sondaggio più di un terzo ammette che le cattive abitudini del coniuge durante il sonno hanno rovinato in modo irreparabile il matrimonio.

Indubbiamente non essere costretti a litigare per le lenzuola, a tapparsi le orecchie per il russamento altrui, a svegliarsi all’alba per via di un partner troppo mattiniero può risparmiare molte discussioni.

Dormire separati, inoltre, fa bene al cervello, soprattutto a quello maschile. A rivelarlo è uno studio dell’Università di Vienna, pubblicato su New Scientist, condotto su otto giovani coppie non sposate e senza figli. I componenti di ogni coppia hanno dormito dieci notti separati e altre dieci insieme nello stesso letto mentre ogni mattina gli scienziati monitoravano le funzioni intellettive, cognitive, la qualità del riposo e i livelli dell’ormone dello stress.

E i risultati sono stati chiari: i test cognitivi degli uomini erano migliori dopo le notti da single e questo nonostante essi abbiano dichiarato di aver preferito dormire con la compagna. Situazione inversa per le donne: pur avendo affermato di aver dormito meglio da sole, i risultati dei loro test non hanno mostrato grandi differenze tra le notti in coppia o in solitario.

C’è anche chi dice che le notti separate accendono il desiderio. Ma non si rischia di allontanarsi troppo?

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