Sanihelp.it – L’avvento delle pillole dell’amore, capaci di contrastare il deficit d’erezione, sembrava aver risolto una volta per tutti i problemi di ansia da prestazione legati al momento clou del rapporto. Già, ma i farmaci, per lo meno quelli tradizionali, non entrano in azione subito e richiedono lunghi tempi di attesa.
E così molti uomini si sono, a lungo tempo, inventati qualsiasi scusa per aspettare l’entrata in azione dei farmaci per arrivare ai fatidici preliminari, al petting insomma, quel reciproco accarezzarsi e abbracciarsi prima della penetrazione: «Durante questa fase, infatti, l'uomo è in attesa che il farmaco funzioni. È costretto così ad allungare i tempi dei preliminari, mentre la sua mente si chiede perché non si verifichi ancora nulla. Sopraggiunge un’ansia da prestazione che anticipa e si somma a quella del rapporto vero e proprio. La concentrazione sul petting svanisce e questo crea delusione nelle donne e nell'uomo stesso» spiega la professoressa Chiara Simonelli, psicosessuologa presidente dell'European Federation of Sexology (EFS).
Insomma i farmaci di vecchia generazione sembrerebbero favorire un’ansia da prestazione da preliminare. «Ora non è più così. L’uomo può abbandonarsi alla donna, sicuro che l’erezione arriverà in tempi brevi«rassicura il professor Salvatore Caruso, presidente della Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica.
Il merito sarebbe tutto della cosiddetta mentina dell’amore, di cui già abbiamo avuto modo di parlare, l’innovativo farmaco contro i problemi di erezione, capace di entrare in azione in pochi minuti. «Se l’uomo scende in campo sicuro che in poche decine di minuti il farmaco sarà efficace, si può concentrare su chi ha tra le braccia. Diventa, per così dire, un campione di petting» conferma Simonelli.