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L’imene si romperà o no?

Prima volta

Sanihelp.it – In passato, dopo la prima notte di nozze, era usanza appendere alle finestre il lenzuolo macchiato di sangue, testimonianza della perdita della verginità della sposa. Un’usanza sorpassata e basata su una credenza sbagliata: durante il primo rapporto sessuale non sempre la donna perde sangue.

L’emorragia è, se presente, la conseguenza della lacerazione dell’imene, ma poiché questa membrana è irrorata da pochissimi vasi sanguigni, è possibile che non avvenga alcuna perdita. Se succede, si noteranno poche gocce di sangue rosso vivo, la cui fuoriuscita si interrompe da sola in breve tempo ma che può ripresentarsi anche nei seguenti rapporti, soprattutto se varia la posizione.


Inoltre, non è detto che l’imene si laceri. «Consistenza, forma e grado di elasticità della membrana variano da donna a donna: se l’imene è rigido, tende a lacerarsi immediatamente, ma quando è molto elastico, si può dilatare senza rompersi» spiega a Sanihelp.it il dottor Massimo Sher, medico sessuologo a Milano.

Anche il dolore non è la regola. Si manifesta solo se lei non è rilassata e eccitata a sufficienza: i muscoli della parete vaginale restano contratti e la mucosa poco lubrificata, per cui la penetrazione diventa difficoltosa e, quindi, dolorosa. Altrimenti si tratta per lo più di un leggero fastidio.

Fastidio e bruciore possono comparire anche dopo l’amplesso, quando si fa pipì, soprattutto in mancanza di un’adeguata lubrificazione della vagina: il pene, sfregando contro la mucosa vaginale, ne provoca leggere escoriazioni, che si irritano a contatto con le sostanze acide contenute nell’urina.

«Si risolve con un’igiene intima accurata: un paio di lavaggi al giorno con un detergente intimo dal pH acido, compreso tra 3,5 e 5,5, risciacquando poi con cura per evitare che i residui di detergente possano irritare la mucosa» consiglia Sher.

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