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Gita al museo del sesso

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Sanihelp.it – Non solo quadri e statue. C’è un museo praticamente per qualsiasi cosa: lucchetti, cavatappi, torture, venti e potremmo continuare a lungo. Non stupisce affatto, quindi, se nella Grande Mela esiste il Mosex, il Museo del sesso. Piuttosto dovrebbe sorprendere il fatto che si tratta del primo di questo genere negli Stati Uniti ed è stato inaugurato solo nel 2002, cosa che la dice lunga su quanto la sessualità sia ancora un tabù.


L’obiettivo è lo stesso di tutti i musei che si rispettano: conservare e tramandare a futura memoria oggetti, manufatti, simboli – in questo caso evidentemente tutti connessi al mondo del sesso – non solo per preservarli dall’oblio, ma anche con un intento educativo.

In mostra ci sono oltre 15 mila pezzi cui si aggiungono esposizioni temporanee. Tra quelle attualmente in corso, segnaliamo Hardcore: un secolo e mezzo di immagini oscene, che punta a sottolineare come il desiderio di travalicare i confini a livello sessuale non sia solo storia recente. «Anche se soggetti a censura i nostri antenati non erano affatto asessuati come la visione della storia dell'epoca voleva farci credere. E anche se molto materiale è andato distrutto o perso, molte collezioni venivano tenute nascoste e smerciate segretamente» ha spiegato all’Ansa Mark Snyder, direttore mostre del museo. È così possibile vedere una guida ai bordelli di New York del 1855, e anche un manuale sessuale illustrato a mano del Diciannovesimo secolo.

A differenza di altri musei, in cui il bookshop o comunque il negozio attinente al tema è posto a fine visita, in questo caso è proprio entrando in un sexshop che si accede all’esposizione. Ma chi frequenta il museo del sesso? Migliaia di visitatori ogni anno, soprattutto donne, il 40% sono turisti, il resto arriva soprattutto da New York, New Jersey e Connecticut. Per saperne di più: museumofsex.com.

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