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Giovani: attivi a letto ma disinformati

Malattie sessualmente trasmissibli

Sanihelp.it – L’HIV? La malattia a trasmissione sessuale più pericolosa, ma che colpisce sono i tossicodipendenti: Epatite B e C? Non hanno nulla a che vedere con il sesso. La pillola? Protegge da gravidanze indesiderate e rende «magicamente» impermeabili alle infezioni. Queste sono tre grandi assurdità, ma sono tra i falsi miti più diffusi tra i giovani in età scolare.


A rivelarlo è uno studio pluriennale condotto dalla clinica Ostetrica e Ginecologica e da quella di Igiene e Medicina Preventiva dell’ospedale Burlo Garofalo di Trieste. «Negli ultimi tre anni abbiamo avuto 3000 nuovi accessi, quasi tre al giorno, riscontrando una profonda ignoranza su quali siano le principali malattie sessualmente trasmissibili e su come si contraggano» ha dichiarato Francesco De Seta, ricercatore universitario presso il Burlo Garofalo.

Numeri elevati che, per quanto limitati all’area triestina, lasciano immaginare che le cose non siano molto differenti nel resto d’Italia. E quello che spaventa ancora di più è che parliamo di giovani sessualmente attivi: «Abbiamo potuto constatare come l’età del primo rapporto si sia abbassata notevolmente: dalle dichiarazioni di 1030 pazienti, emerge che circa il 10% inizia l’attività sessuale prima dei 15 anni e il 55,3 tra i 16 e i 18» ha rivelato sempre De Seta.

Per non alimentare ulteriormente i falsi miti, chiariamo che solo il preservativo o il diaframma possono offrire una barriera alla trasmissione di infezioni. Le malattie sessualmente trasmissibili sono numerose, si trasmettono attraverso il contatto delle mucose e dei liquidi organici (sangue, ma anche sperma e secrezioni intime) e spesso non danno sintomi se non quando è troppo tardi. La protezione, l’informazione adeguata e il sesso responsabile sono, quindi, le chiavi risolutive.

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FonteAgi

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