Sanihelp.it – Adolescenti scarsamente informati e poco consapevoli riguardo il tema delle malattie sessualmente trasmissibili: un concetto, non nuovo, ribadito recentemente dalla Società italiana di infettivologia pediatrica che ha voluto in particolare puntare l’attenzione sulla più rischiosa delle malattie a trasmissione sessuale, l’infezione da Hiv.
«Oltre la metà delle nuove infezioni di HIV interessano giovani tra i 15 e 24 anni» riporta in una nota proprio la società scientifica che, proprio con l’obiettivo di migliorare l’informazione al riguardo, ha diffuso anche un piccolo vademecum di informazioni utili sull’infezione.
Gli esperti hanno voluto innanzitutto sottolineare l’importanza di rapporti sessuali protetti, ma con i mezzi giusti, perché la trasmissione dell’infezione, che avviene attraverso il contatto con sangue, sperma o secrezioni vaginali, non può essere bloccata con i tutti i metodi contraccettivi: «La pillola e la spirale non eliminano il rischio del contagio, mentre il diaframma, coprendo il collo dell’utero, esercita solo un effetto protettivo parziale: protegge infatti dalle infezioni che possono interessare il tratto genitale superiore, ma non impedisce il contatto con la mucosa vaginale» riporta la stessa nota.
L’unico strumento per un rapporto sessuale davvero protetto dal rischio Hiv è il preservativo, da usare, in modo corretto, sempre in caso di rapporti sessuali con partner occasionali o comunque con persone potenzialmente a rischio.
Una precisazione importante riguarda anche quei casi in cui il contagio non è possibile, come, per esempio, stringendosi le mani o abbracciandosi, condividendo il bagno, mangiando cibo preparato da una persona HIV positiva, attraverso l’aria, in piscina.
Fondamentale, inoltre, che tutti i soggetti che abbiano avuto comportamenti a rischio, come appunto rapporti non protetti, si sottopongano al test, in presenza di alcuni sintomi come «febbre persistente, sudorazione notturna, calo di peso, diarrea cronica non spiegata, eczema o psoriasi, herpes zoster, candidiasi orale o leucoplachia cornea della mucosa orale (chiazze bianche)», ma anche in assenza, perché, come ricorda la stessa nota: «Molte persone non sanno di avere un’infezione da HIV perché possono essere necessari molti anni prima di presentare una sintomatologia evidente. Comunque, anche se una persona non presenta sintomi può trasmettere ad altri l’infezione».
Non bisogna mai abbassare la guardia contro un’infezione che, ricordiamolo, può causare una malattia, l’AIDS, dalla quale ancora non si può guarire.