Sanihelp.it – Il brand di sex toys LELO in collaborazione con l’Istituto AstraRicerche ha voluto indagare il rapporto degli italiani con la propria sessualità, vita sessuale e masturbazione, evidenziando trend, sensazioni, preoccupazioni e curiosità interessanti. Quattro le macro-aree affrontate: il significato attribuito a sesso e sessualità; la soddisfazione sessuale; l’autoerotismo e l’uso dei sex toys.
VISIONE DEL SESSO. Sul sesso, la sessualità e i suoi molti significati, le differenze di genere confermano i cliché. Invitati a descrivere spontaneamente e con una sola parola cosa rappresenta per loro il sesso, gli Italiani hanno privilegiato i termini piacere/godimento (19,8% – più le donne, 21,0% e i 40-49enni, 23,1%) e amore (12,7% – donne e 50-60enni, 16%). Indicano parti del corpo molto più gli uomini (15.7% – in particolare il seno) delle donne (2.3%); al contrario, le donne superano gli uomini nell’indicare la complicità/l’unione/l’intimità (7.9% vs 4.4%), passione (5.6% vs 3.1%) e soprattutto la libertà (4.9% vs 0.2%). Sono soprattutto le donne ad avere una visione romantica del sesso ma è molto interessante vedere come il rimando alla passione cresca al crescere dell’età e raggiunga il massimo tra gli uomini 50-60enni (54%) mentre l’amore venga al contrario associato al sesso – tra gli uomini – dai più giovani (45% tra i 18-29enni).
Gli uomini associano al sesso l’idea di gioco e divertimento molto più delle donne (28% vs 16%), in particolare tra i 30-39enni (32%) e tra i 50-60enni (34%). Inoltre, tra gli uomini è più forte, rispetto alle donne, un’idea del sesso vissuto come una prova: il 10% degli uomini (rispetto al 5% delle donne) associano al sesso la parola performance (in particolare i 30-39enni, 15%) e il 7% il concetto di affermazione del sé (10% tra i 18-29enni). Questa visione del sesso li porta dunque ad avere anche sentimenti di ansia (3.5%) e paura (1.9%), in entrambi i casi con un picco presso i trentenni.
SODDISFAZIONE SESSUALE E FANTASIE. Il 68,9% degli interpellati si dichiara soddisfatto della propria vita sessuale nell’ultimo anno (ma solo il 23,3% ne è molto soddisfatto): leggermente più soddisfatti gli uomini (71%) e i 18-29enni (79%). Non si può che notare che coloro che hanno un partner non convivente siano più soddisfatti dei conviventi (per le donne 79% vs 65%, per gli uomini 83% vs 69%).
Gli italiani, però, non sembrano avere particolare fantasia rispetto ai luoghi in cui praticare attività sessuale: la camera da letto della propria casa non è solo il luogo in cui viene prevalentemente svolta (85,6%) ma è anche il preferito (70,4%) e più desiderato per il futuro (61,7%). I luoghi più strani che stimolano maggiormente la fantasia sono l’auto, più praticata che desiderata (19,3% vs 13,3%) e all’aperto (12,5%, ma desiderato dal 19,7%).
AUTOEROTISMO. A fronte dell’11.2% che preferisce non indicare, il 17,0% afferma di non averlo mai praticato mentre il 57.5% lo ha fatto nell’ultimo anno. Fortissime le differenze per genere: il 25% delle donne non si è mai masturbata (uomini: 9%), nell’ultimo anno lo ha fatto il 45% (uomini: 70%). E mentre tra le donne la percentuale di praticanti autoerotismo nell’ultimo anno cala con l’età (68% presso le 18-29enni, 50% presso le 50-60enni), tra gli uomini è sostanzialmente stabile (dal 72% prima dei 40 anni al 67% dopo).
Colpisce, inoltre, come l’autoerotismo maschile non sia influenzato da dinamiche di coppia: se per le donne conviventi con il partner la pratica è ridotta (39%) rispetto a quella delle single (50%) e delle non conviventi con il partner (55%); per gli uomini, invece, si passa dal 72% dei single, al 70% dei non conviventi al 68% dei conviventi senza sostanziali differenze.
Tra chi pratica autoerotismo il 56,2% dichiara di averlo fatto in media almeno una volta alla settimana. La frequenza è decisamente più elevata tra gli uomini e tra i più giovani, ma se tra le donne crolla già a partire dai 40 anni e ancora di più dopo i 50, tra gli uomini il calo è evidente nel passaggio dai 18-29enni (60%) ai 30-39enni (45%) per poi mantenersi più o meno stabile con il passare degli anni. Molto meno coloro che dichiarano di avere praticato attività di masturbazione in coppia: il 26,7% mai e il 34,3% meno di una volta al mese.
Ma quali sono le motivazioni che avvicinano gli italiani all’autoerotismo? Prima di tutto un modo per raggiungere il piacere (per l’82,5%) ma anche un modo per conoscere sé stessi (76,9%), soprattutto per le donne 83% con picco tra le 40-49enni, 87%; e non manca chi (56,0%) lo considera una necessità, qualcosa a cui non saprebbe rinunciare – sebbene persistano differenze di genere: per le donne il picco è tra le 30-39enni (62%) e crolla poi tra le 50-60enni (32%), per gli uomini, al contrario, è più basso tra i giovanissimi (53%) mentre si stabilizza dai 30 anni in su (65%). Molto diverse le motivazioni alla base della masturbazione in coppia, che è vissuta dagli italiani principalmente per creare complicità nella coppia (47,9%) e come pratica altruistica: più per dare che per ricevere piacere (46,3% e 40,7% rispettivamente) e per conoscere meglio il proprio partner (39,7%).
Sebbene gli italiani considerino in generale la masturbazione (soprattutto se autoerotismo) una pratica sana e normale un po’ per tutti, è tuttavia molto diffusa l’opinione che sia ancora un argomento tabù: è difficile per i giovani parlarne in famiglia, con i genitori (77,7%) – opinione sostenuta sia dai giovani (18.29enni 81%) che dai loro genitori (50-60enni 82%) – ma anche con gli amici (55,1%).
SEX TOYS. Quasi due terzi degli intervistati dichiarano di non aver mai utilizzato sex toys, il 22,2% li ha utilizzati in passato ma non li sta più utilizzando e solo il 13,5% li utilizza attualmente (tra le donne l’uso diminuisce al crescere dell’età mentre è più uniforme tra gli uomini). Per il futuro però si descrive un’Italia libera, aperta e curiosa: 4 italiani su 10 si dichiarano infatti propensi ad utilizzarli, con un’intenzione all’uso più elevata tra i giovani e alcune differenze di generi già evidenziate in precedenza – tra le donne la propensione cala al crescere dell’età, passando da 71% a 23% mentre tra gli uomini si conferma più alta tra i giovanissimi, ma si uniforma a partire dal 30 anni in su.
E questi dati appaiono ancora più positivi se associati a quelli sulla conoscenza dei diversi sex toys disponibili sul mercato che evidenziano una maggiore la conoscenza di quelli dedicati alle donne rispetto a quelli per gli uomini, ma un sorprendente 27,3% di italiani che non ne conosce alcuno. Un numero che apre a prospettive interessanti in termini di nuovi utilizzatori. I sex toys sono maggiormente utilizzati in coppia (solo in coppia 40,3%, sia da soli che in coppia 44,4%, solo da soli 15,4%). Tra i motivi di utilizzo in coppia: il 50,4% dichiara di usarli per rendere il sesso più giocoso (69% per le donne 50-60enni e 61% per gli uomini 40-49enni), il 46,4% per variare, rompere la monotonia (55% tra gli uomini e 47% tra le donne 30-39enni), il 39,8% per rendere il sesso più passionale. Chi ha smesso di usarli lo ha fatto per un mix di ragioni, in primis perché non ne vede l’utilità, poi per un certo imbarazzo nel comprarli o nel proporli al partner e per incapacità di scelta. Così come osservato per le vendite, la pandemia ha influito sul rapporto degli italiani con i sex toys: il 27,1% ha intensificato il loro utilizzo, mentre ben il 16,1% ha iniziato ad usarli proprio in questo periodo. Solo l’11,6% ne ha diminuito l’uso.
Gli italiani (utilizzatori e non) hanno una opinione moderatamente positiva dei sex toys, anche se esiste ancora una forma di tabù che li relega strettamente alla sfera del privato. In generale sono considerati oggetti che permettono di sperimentare e scoprire cosa ci piace (63,1%), ma da tenere per sé o nell’intimità della coppia, da non rendere noto a nessun altro (61,0%), pur riconoscendoli come parte del normale vissuto sessuale (58,7%) e parte integrante di una sana sessualità (57,2%).
«Le idee degli italiani in tema di sesso, sessualità e vita sessuo-affettiva rivelano novità stimolanti e vecchi stereotipi duri a morire. Da un lato, assistiamo a forti differenze di genere tra uomini e donne che ancora oggi ricalcano modi diversi di affrontare alcuni comportamenti sessuali: la masturbazione solitaria e in coppia, ad esempio, si configura come un aspetto costellato da sentimenti ambivalenti e di vergogna; l’autoerotismo resta infatti una pratica molto diffusa tra gli uomini, molto meno tra le donne. Allo stesso modo, anche le conoscenze relative ai sex toys e ad un loro possibile utilizzo restano piuttosto scarse tra gli italiani. Dall’altro lato, colpisce invece positivamente il maggiore utilizzo di questi oggetti da parte dei giovanissimi e delle giovanissime, indice questo, si spera, di un cambiamento più ampio su un piano culturale e sociale» commenta Valentina Cosmi psicoterapeuta e sessuologa SISP (Società Italiana di Sessuologia e Psicologia).
«Alleggeriti dallo stigma, i sex toys oggi sono totalmente risignificati come oggetti abilitanti del benessere personale. Rimangono ancora, per i più, nella sfera dei tabù culturali, ma li vediamo già in passerella e in luoghi pubblici altri dall’intimità domestica, e trasformati in gadget indossabili, divertenti, ostentabili e con un’accettabilità sociale destinata ad aumentare. Le pratiche legate a questi oggetti rappresentano un interessantissimo indicatore del cambiamento delle forme del desiderio sessuale, del godimento e soprattutto del consumo di piacere» sottolinea invece la sociologa Patrizia Martello.