Sanihelp.it – Ogni anno, in Italia, circa 60 persone si sottopongono agli interventi che consentono di cambiare genere, e di conseguenza vita. I numeri vengono dalla Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica SICPRE, che ha eseguito un censimento sul territorio italiano per individuare i centri ospedalieri pubblici che si occupano di disforia di genere.
Che cos’è la disforia di genere
Avere un apparato genitale maschile, ma sentirsi profondamente femmina, o viceversa. Vive così chi soffre di disforia di genere, malattia riconosciuta dalla World Health Organization come disturbo medico – non psichico – che necessita di un trattamento multidisciplinare che dovrebbe procedere per gradi, comprendendo un percorso psicologico, una preparazione sessuologica prima dell’intervento e uno specifico supporto dopo.
Ma non sempre le cose vanno così. Ecco perché, nel solo interesse del paziente, è stato necessario fare chiarezza.
«Dalla diagnosi all’intervento, è una strada lunga e complessa – dice Adriana Cordova presidente SICPRE -. Ci siamo impegnati a individuare i centri ospedalieri italiani che si occupano di disforia di genere per dare un aiuto concreto alle persone transessuali, che spesso finiscono con l’andare all’estero o col farsi operare da professionisti e in strutture private che non hanno la competenza e l’esperienza sufficiente per eseguire in sicurezza interventi così delicati».
A chi rivolgersi, quindi?
In base ai dati raccolti dalla SICPRE, le strutture pubbliche che eseguono questi interventi in Italia sono quattro e sono a Palermo, Pisa, Torino e Trieste. Sul sito della società si trovano tutti gli indirizzi e i riferimenti pratici.