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HIV: il Piano Nazionale AIDS va attuato

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Sanihelp.it – Come ogni anno, in occasione della Giornata Mondiale contro l’AIDS, che ricorre il primo dicembre, la LILA (Lega Italiana per la Lotta contro l’AIDS) stila e pubblica un rapporto che analizza i problemi posti dalle migliaia di persone con cui entra in contatto durante l’anno. Si tratta di un rapporto che, pur non avendo valore statistico, può però fornire uno spaccato approfondito delle esigenze, delle paure e dei pregiudizi che continuano a caratterizzare il tema HIV/AIDS in Italia.


Una percezione del rischio HIV ancora molto confusa in tutte le fasce d’età, una conoscenza delle vie di trasmissione e delle regole del sesso sicuro incerta e condizionata da forti elementi emotivi e morali, una scarsa propensione a ricorrere al Test presso i servizi pubblici e un mancato uso del profilattico, che tra i giovanissimi, può superare il 50%: sono alcuni degli scenari che emergono, insieme a un allarme per il forte stigma e per le discriminazioni che ancora opprimono le persone con HIV.

«Il quadro che emerge dal nostro LILAReport conferma il pericoloso stallo in cui versano le politiche di contrasto all’HIV nel nostro paese» dice Massimo Oldrini, Presidente nazionale LILA. «Oltre un anno fa è stato approvato un Piano Nazionale AIDS coraggioso che prevede lo sviluppo integrato di tutte le strategie di prevenzione oggi disponibili: dalla promozione di condom e femidom, a percorsi di prevenzione nelle scuole su affettività e salute sessuale, all’implementazione della TasP (Treatment as Prevention) alla sperimentazione della PrEP, la profilassi Pre-Esposizione». Previste dal PNAIDS anche specifiche azioni rivolte alle popolazioni più vulnerabili (a partire dalla riduzione del danno) e interventi per agevolare l’accesso al Test, tuttora gravato nei servizi pubblici da troppe barriere.

Tuttavia, finora il PNAIDS è rimasto lettera morta: «La non applicazione del PNAIDS è un fatto gravissimo, con pesanti ripercussioni sia sulla salute individuale sia sulla salute pubblica. Alcuni paesi europei stanno ottenendo importanti risultati nel contenimento dell’HIV mettendo in atto proprio le strategie previste dal PNAIDS, e qui si sta ancora discutendo su questioni ormai superate dalle evidenze scientifiche. Non si pensa che ogni persona che si infetta dovrà essere curata e convivere per tutta la vita con l’HIV e non si pensa nemmeno al SSN, visto che ogni nuova infezione costerà 500.000,00 euro» sottolinea Oldrini.

A fronte di questo stallo resta in campo la società civile. Le sedi LILA periodicamente offrono test rapidi per HIV e epatite C, anonimi e gratuiti (info su www.lila.it). Sapere se si abbia o no l’HIV è fondamentale per  accedere tempestivamente ai trattamenti ART(Antiretrovirali), che preservano salute e qualità della vita. Grazie alla soppressione virologica dovuta alle terapie, le persone con HIV, inoltre, non trasmettono il virus (TasP): il trattamento ART diventa così anche un fattore importantissimo di prevenzione generale perché interrompe la catena dell’infezione. In Italia la percentuale di persone in trattamento ART che raggiunge la soppressione virale, e dunque uno stato di non-trasmissibilità, è molto alta: tra l’85% ed il 95%.

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FonteLILA

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