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Il cambio di ora può minare la salute sessuale?

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Sanihelp.it – Puntuale anche quest’anno (e forse per l’ultima volta) sul finire di ottobre è arrivato il ritorno all’ora solare. Un cambio di orario che ci ha regalato un’ora in più di sonno, ma che non è privo di effetti sull’organismo, in particolare su quello maschile, effetti che risultano per altro amplificati dall’ansia legata alla pandemia in corso. «L’attività dell’apparato riproduttivo maschile segue una ciclicità nell’arco delle 24 ore, governata dalle oscillazioni nella produzione del principale ormone maschile, il testosterone, che di norma viene sintetizzato in maggior quantità al mattino e prodotto in minor misura alla sera. Quando i ritmi sballano il testosterone si riduce significativamente e l’attività sessuale ne fa le spese, così l’arrivo dell’ora solare sommandosi all’ansia legata alla pandemia moltiplica i disturbi del sonno e il desiderio langue» afferma Tommaso Cai, segretario della Società Italiana di Andrologia (SIA).


A confermare questo aspetto uno studio statunitense pubblicato sul Journal of Sexual Medicine e appena discusso su Nature.com: «I dati raccolti dai ricercatori americani su oltre 700 pazienti, dimostrano che il lavoro con turni di notte comporta uno squilibrio dell’orologio biologico e provoca anche un maggior rischio di disfunzione erettile, associato ad alterazioni nella produzione di testosterone. Questo porta l’orologio del pene a sballare e infatti nei lavoratori notturni la disfunzione erettile è più frequente rispetto a chi non lavora di notte e può perciò essere combattuta anche ritrovando orari regolari per il sonno e la veglia» commenta Cai.

Inoltre, lo studio conferma che la disfunzione erettile può essere la prima spia di patologie sistemiche di varia natura, in questo caso i disturbi del sonno e le alterazioni circadiane. «Non dobbiamo dimenticare che l’erezione e il benessere sessuale in generale sono il risultato di un intero sistema che funziona seguendo una precisa sincronia fra i diversi organi» aggiunge Alessandro Palmieri, presidente SIA e Professore di Urologia Università Federico II di Napoli. «Se un ingranaggio si inceppa o non lavora bene, il primo a risentirne è proprio il pene: ecco perché il deficit erettile può essere per esempio il primo segnale di malattie cardiovascolari e può precedere di anni eventi gravi come infarti e ictus. Il testosterone, nello specifico, è fondamentale per una buona erezione e prevenire malattie cardiovascolari e osteoporosi: mantenere il ritmo della produzione ormonale è indispensabile, per questo un buon ritmo sonno-veglia è utile anche per una soddisfacente vita sessuale. Un segnale che tutto è nella norma è la presenza delle erezioni notturne, sotto il diretto controllo dell’ormone perché non finalizzate a un rapporto sessuale ma necessarie come palestra per l’organo». 

Conclude Palmieri: «Il pene deve poter seguire il suo orologio biologico, con le erezioni notturne e mattutine. Il solo testosterone però non basta a garantirle: per una buona erezione serve anche un corretto afflusso di sangue, che può essere pregiudicato in caso di diabete, disturbi del sonno come le apnee ostruttive o malattie cardiovascolari come ipertensione e aterosclerosi. Per non fare cilecca a letto, quindi, è importante mantenersi in salute, valutare e risolvere eventuali altre patologie ma anche rispettare un adeguato ciclo sonno-veglia».

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