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Chiara Ferragni in terapia EMDR: cos’è

Come funziona la terapia EMDR

Sanihelp.it – La famosa influencer Chiara Ferragni ha recentemente rivelato di aver seguito una terapia EMDR per superare alcuni traumi infantili.


Cos’è l’EMDR

EMDR è l’acronimo di Eye Movement Desensitization and Reprocessing, ovvero desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari. Si tratta di un approccio psicoterapeutico ideato negli anni '80, che mira a ridurre il disturbo emotivo causato da esperienze traumatiche o stressanti, attraverso la stimolazione bilaterale del cervello.

Cosa succede in una seduta EMDR?

In una seduta EMDR, il paziente viene invitato a richiamare alla mente l’evento traumatico, mentre il terapeuta gli fa seguire con lo sguardo una serie di movimenti o luci che si spostano da destra a sinistra. Questa stimolazione alternata dei due emisferi cerebrali favorisce la rielaborazione delle informazioni negative associate al trauma, rendendole meno disturbanti e più adattive. Il paziente può anche ricevere altre forme di stimolazione bilaterale, come dei tocchi o dei suoni.

Come ci si sente dopo terapia EMDR?

Dopo una seduta EMDR, il paziente può provare una sensazione di sollievo, di leggerezza, di maggiore consapevolezza e di controllo. Può anche avere dei ricordi, dei sogni o delle emozioni legate al trauma, che fanno parte del processo di guarigione. Il terapeuta lo aiuta a gestire questi fenomeni, che tendono a diminuire con il proseguimento della terapia.


EMDR pro e contro

L’EMDR è una terapia efficace e validata scientificamente per il trattamento del disturbo post-traumatico da stress (PTSD) e di altri problemi psicologici legati a traumi o stress. Tra i suoi vantaggi, ci sono:

Brevità: in media, sono necessarie da 6 a 12 sedute per ottenere dei risultati significativi;

Sicurezza: l’EMDR non richiede l’uso di farmaci o di tecniche invasive;

Versatilità: l’EMDR può essere integrato con altri approcci terapeutici e adattato alle esigenze del paziente.

Tra i suoi svantaggi, ci sono:

Necessità di una formazione specifica e qualificata del terapeuta, che deve essere certificato da un’associazione riconosciuta;

Possibilità di una riattivazione emotiva intensa durante o dopo la seduta, che richiede un’adeguata preparazione e un buon rapporto terapeutico;

Scarsa diffusione e conoscenza di questa terapia, che può rendere difficile trovare un terapeuta competente e disponibile.

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