Sanihelp.it – La perversione narcisistica presenta soprattutto le caratteristiche del maschile patologico: virilità, onnipotenza, ego sovradimensionato. Così spesso viene trascurato il modo in cui le donne possono utilizzare queste caratteristiche, in qualità di moglie, partner, madre o collega.
Questo si traduce piuttosto negli stereotipi della nostra società patriarcale: un modo di presentarsi come vittima, come donna che si sacrifica. Ma dietro la donna narcisista perversa c'è una volontà di potenza, ben calcolata, ben orchestrata, che può essere altrettanto distruttiva.
Il suo comportamento è più subdolo, più camuffato, tanto da passare quasi inosservato, ma a lungo andare si vedono i danni. In apparenza, la persona è molto ben adattata socialmente, è altruista, simpatica, comprensiva, molto mimetica, dice all'altro tutto ciò che vuole sentire. È percepita solo dalla vittima come un mostro. Gli altri pensano che sia fantastica! E inoltre, ha molti complici nel suo entourage e persino nella famiglia della vittima.
La madre narcisista perversa
La madre narcisista perversa ha un aspetto freddo, è priva di emozioni, sentimenti. Usa suo figlio per mettersi in mostra, dando l'impressione di sacrificarsi per lui. Non lo riconosce come persona, ma come oggetto su cui esercitare la sua perversione, la sua volontà di sfruttarlo, dominarlo e distruggerlo. Alla base c'è un desiderio di rivalsa che nasce dall'esperienza transgenerazionale e che trasferisce al bambino. Questo si manifesterà in violenze psicologiche e verbali, più raramente fisiche, oltre che negligenza emotiva poiché non esiste alcun legame affettivo.
La donna narcisista perversa nella coppia
Nella coppia si tratterà di microviolenza perversa, esercitata in modo ricorrente. È un lavoro quotidiano di indebolimento, che può essere paragonato a una molestia morale. La vittima non si rende conto di questa progressiva distruzione della sua identità. Spesso è l'entourage a rivelarglielo, quando non è già stata troppo isolata…
Generalmente, la violenza è psicologica e verbale, ma può anche essere economica, sessuale, fisica. Nella sessualità vediamo un modo di sminuire l'altro, di trascurarlo, di negare i suoi bisogni. L'obiettivo è il potere, il dominio.
Come si esce da questo tipo di relazione?
Possiamo uscirne dal momento in cui cominciamo a capire che non siamo colpevoli. Le vittime, infatti, spesso si sono sentite in colpa e hanno perso ogni fiducia in se stesse e nell'altro. Da qui la difficoltà di fare il passo per chiedere aiuto. È possibile ricostruire se stessi attraverso approcci adeguati, da parte di terapeuti consapevoli della nozione di trauma.
Per potersi ricostruire bisogna anche fuggire, mettere in atto una strategia per liberarsi definitivamente della persona, per tagliare ogni legame. È molto importante imparare a contromanipolare, cioè a non dare più informazioni su se stessi, perché tutto ciò che viene detto sarà rivolto contro di sé dalla persona narcisista perversa.