Sanihelp.it – Il precariato provoca disagi psico-fisici di notevole entità; risulta quindi diffusa tra i cittadini la necessità di intervento dello psicologo il quale però, a sua volta, risulta colpito dal precariato.
A Milano la sindrome da lavoro precario colpisce infatti circa l’80% di lavoratori in queste condizioni. I sintomi sono: stress, ansia, insonnia, disistima e in molti casi, conseguente depressione a causa della mancanza di sicurezza nel proprio lavoro e nel rinnovo del proprio contratto. L’attività diventa frenetica e concentrata su come scongiurare il licenziamento, sempre dietro all’angolo e scarsamente tutelato dal punto di vista normativo e sindacale. Il Consigliere dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia, Giuseppe Tessera, ci aiuta a far luce su questo problema.
«Il padre della psicoanalisi Sigmund Freud sosteneva che il metro per giudicare la normalità di una persona era quello di essere in grado di amare e di lavorare. Questi due fattori, nonostante siano passati ormai quasi cento anni, sono rimasti immutati: entrambi contribuiscono a permettere un sano sviluppo di un adeguato senso di autostima, in mancanza del quale si genera sofferenza.
Il precariato colpisce duramente l'autostima nei termini della soddisfazione del sano narcisismo di poter portare avanti con successo le proprie qualità all'interno di un contesto lavorativo stabile, in secondo luogo può compromettere anche la capacità di amare ed essere amati nella misura in cui rende difficoltoso poter garantire un sostentamento economico. Il lavoratore precario vede sminuita di fronte al partner l'immagine valorizzata di se stesso, che prima poteva percepire come persona competente e capace.
Nel caso dei giovani la dimensione maggiormente intaccate è quella della progettualità, che impedisce di poter avere quella fiducia nel futuro che è alla base della costruzione di un sistema familiare, che a sua volta contribuisce alla creazione di una società.
Nel caso delle famiglie si va invece a colpire maggiormente la paura di non poter essere adeguati agli aspetti accuditivi propri del ruolo genitoriale, oltre che poter compromettere la relazione stessa di coppia, nel momento in cui i disagi acuiti dall'insicurezza economica, vanno poi a riflettersi ingigantendo le incomprensioni di coppia.
I sintomi principali sono legati alla perdita della fiducia in sé, nelle proprie risorse e nella propria capacità progettuale, sebbene poi le reazioni individuali possano cambiare moltissimo a seconda delle proprie storie personali.
Il precariato, nella misura in cui intacca l'autostima e acuisce l'insicurezza rispetto al proprio futuro, rappresenta una minaccia grave che può portare poi una molteplicità di altre problematiche.
Nella misura in cui le risorse individuali e il supporto della rete sociale non dovesse essere sufficiente a fare i conti con tale disagio, è consigliabile rivolgersi a uno psicologo che agisca nel supportare il deficit di autostima derivante da tale stato di incertezza lavorativa, che spesso diventa la vera causa della sofferenza.
Poter recuperare la propria autostima può diventare lo strumento che permette a volte di esprimere nuove risorse creative che potrebbero non solo aiutare ad affrontare il disagio ma, in alcune circostanze favorevoli, anche a sfruttarlo per trasformarlo in un vantaggio.