Sanihelp.it – Si svolgerà dal 17 al 22 settembre la Settimana di Prevenzione dell’Invecchiamento Mentale organizzata da Assomensana, l’ente non profit a favore della mente, fondato a Monza (MB) da neuropsicologi. Per mantenere brillante e giovane la mente è importante allenarla con regolarità; proprio per questo gli esperti dell’Associazione hanno messo a punto e brevettato la Ginnastica Mentale.
Soprattutto d’estate, i neuropsicologi raccomandano di eseguire ogni giorno semplici pratiche in grado di evitare l’infiacchimento del cervello a causa del caldo. Ecco allora sette esercizi mentali per le giornate estive con i commenti di Rossella, una corsista, che li ha sperimentati in prima persona.
1. Svegliarsi al mattino e iniziare la giornata lavando i denti con la mano solitamente non utilizzata. «Dopo una settimana la capacità di utilizzo si equivale, ma se dopo una settimana si prova ad alternare si riparte da zero per quanto riguarda la mano meno usata. Per un’ottimale attivazione dell’attenzione e della memoria ho dovuto sconvolgere le abitudini quotidiane: se tutte le mattine ripetutamente mi alzo, mi auguro buona giornata, sorrido, saluto il mio cane, apro le finestre, mi rinfresco il viso, accendo la radio, preparo la colazione, accendo il telefonino, faccio colazione, etc… non attivo l’attenzione sino a che non arrivo in ufficio. Ma se al mattino sconvolgo l'ordine delle azioni, il cane in due giorni si adegua alle nuove abitudini e io all’inizio dimentico di fare qualcosa, anche se le abitudini sono le stesse ma ordinate in modo diverso. In conclusione, cambiando ogni giorno la sequenza delle operazioni ho imparato come il mio cane ad abituarmi e a non dimenticare mai nulla».
2. Scrivere i nomi dei protagonisti (donne e uomini) o dei luoghi dove è ambientato un film.
«All’inizio ricordavo i nomi, ma non la trama del telefilm. Se collego il nome al ruolo che il personaggio ha nel film alla fine ricordo sia il nome che la trama del film. Per esempio: Anna la vittima, Annalisa il medico legale, Sonia l’analista, Eleonora la vicina di casa, Ornella la figlia, etc. Dopo una settimana posso seguire un telefilm e ricordare tutto. Ho provato ad applicarlo alla lettura di un testo che impegni sempre un’ora e mezza circa e che abbia un inizio e una fine. Più difficile con la lettura di un quotidiano: i fatti, le storie, i contesti e i contenuti sono molto diversi, ho avuto notevoli difficoltà a collegare sempre correttamente la notizia ai nomi. Inoltre non sempre sono riuscita a ricordare in quale pagina erano».
3. Svuotare una scatola di graffette colorate e poi suddividerle.
«L’esercizio mi è risultato facile, per cui ho messo un limite di tempo: la reazione allo stimolo della velocità si è dimostrata sollecitante, ma all'inizio è stato anche a volte difficile coordinare la velocità con la rilevazione del colore e la relativa suddivisione. Poi ho deciso di buttare le graffette per aria e lasciarle cadere ovunque e di avere un posto preciso dove poi collocarle, sempre suddivise per colore. Divertente la ricerca, più lunghi i tempi per associare il colore con il luogo dove dovevo raggrupparle (forse avevo scelto posti distanti). Per complicarmi ulteriormente la vita, infine ho deciso di buttare per aria le graffette e poi raggrupparle in ordine alfabetico per colore (A: arancione e azzurro; B: bianco) e il giorno successivo in ordine alfabetico, partendo dalla Z. Difficile, ma si può fare».
4. Imparare l'alfabeto al contrario.
«Dopo averlo imparato se non lo si utilizza dopo qualche giorno si ha difficoltà a rivisualizzarlo. Esercizio da rinfrescare tutti i giorni, un po’ come imparare alle elementari le tabelline».
5. Scrivere tutte le parole che vengono in mente di una lettera dell'alfabeto.
«Non essendomi data un tempo, ovviamente dopo un'ora ho smesso e devo ammettere che i termini non mancavano. Quindi ho estratto a sorte due lettere e ho cercato di scrivere tutte le parole che iniziavano, finivano o contenevano in modo consecutivo le due lettere. Un buon risultato ottenuto dopo dieci giorni».
6. Scrivere ogni sera gli oggetti visti di un determinato colore.
«Per precedenti esperienze mi è facile, per cui ho deciso di cucinare un menu mono-colore due volte alla settimana, quando invito parenti, amici o colleghi a cena. Ho dovuto attivare impegno, ricerca, fantasia, attenzione agli accostamenti, immaginazione e sperimentazione per avere un risultato sorprendentemente piacevole».
7. Cambiare percorso.
«L'unico esercizio apparentemente attinente è stato andare con un’amica in un luogo a me sconosciuto: all'andata ha guidato lei e al ritorno io. Lei ha impiegato due ore, io tre, però la mia amica ha visto dei borghi che le erano sconosciuti. Ho deciso di imparare, senza distrarmi dalla guida, a individuare dei riferimenti (negozi, case particolari, alberi, cartelloni pubblicitari)».