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I benefici dell’ippoterapia

Terapia

Sanihelp.it – La dottoressa Manuela Giago, psicologa clinica presso il Centro Acacia di Monza (MB) e ippoterapeuta, ci spiega come l’ippoterapia, o equitazione a scopo terapeutico, abbia origini antiche derivanti dalle straordinarie doti di adattamento, sensibilità, intelligenza del cavallo. L’ippoterapia, detta terapia con il mezzo del cavallo (TMC), è stata introdotta in Italia nel 1975 dalla dottoressa belga Danièle Nicolas Citterio, che ha contribuito all’uso terapeutico del cavallo attraverso l’opera dell’Associazione Nazionale Italiana per la Riabilitazione Equestre (ANIRE).


L’ippoterapia si suddivide in tre principali aree di interesse:

Ippoterapia propriamente detta: si riferisce all’approccio iniziale tra cavallo e soggetto nel nuovo ambiente, svolgendosi prima attraverso il lavoro da terra e successivamente in sella con l’ausilio del terapeuta. È utilizzata principalmente con ragazzi disabili che non riescono a mantenere la posizione in sella e a condurre l’animale in modo autonomo.

Rieducazione equestre: il ragazzo riesce a condurre il cavallo in autonomia sia da terra che in sella, sempre con l’ausilio del terapeuta, e mira al raggiungimento degli obiettivi specifici secondo il programma terapeutico definito per quel paziente.

Equitazione sportiva per disabili: il ragazzo disabile è in grado di svolgere attività equestre sportiva in modo quasi del tutto autonomo, fino al raggiungimento dell’agonismo.

Il cavallo crea una sorta di affinità con chi lo cavalca e mette in atto un approccio differente a seconda di chi è in sella, soprattutto nei confronti di persone con difficoltà come i disabili; accetta con sensibilità le necessità e i bisogni del paziente anche nel momento in cui le richieste non sono del tutto adeguate; esprime il suo stato d’animo, le sue opposizioni e i suoi rifiuti tenendo comunque conto dei limiti di chi lo sta cavalcando; dimostra una certa curiosità e attenzione per l’ambiente che lo circonda influenzando positivamente anche il conducente; possiede energia, sicurezza, potenza, capacità di prestazioni di sensibilità e intensità a seconda del bisogno.

Inizialmente si possono riscontrare delle qualità ludico-ricreative nell’ippoterapia perché i ragazzi hanno come l’impressione di poter osservare l’ambiente dall’alto verso il basso esprimendo sensazioni di piacere e superiorità positive.


I vantaggi risiedono anche nel movimento dell’animale: il cavallo si muove alle diverse andature con movimenti ritmici e prevedibili ai quali è più semplice adattarsi con le difficoltà che il corpo presenta. Il cavallo è sensibile alla nostra gestualità ed è altamente recettivo nei confronti di tutti i tipi di comunicazione; è un animale facilmente addestrabile e possiede caratteristiche come calore, morbidezza, odore, movimenti regolari, grandi occhi con sguardo intenso, utili al fine di generare un processo di attaccamento e a stabilire contatto fisico.

Tutto ciò offre la possibilità di sentirsi gratificati nell’offrire cure, carezze, massaggi e dal ricevere come risposta ai nostri comportamenti manifestazioni di piacere da parte dell’animale. L’ippoterapia è molto utile anche perché si utilizzano diversi gruppi muscolari nelle varie andature coinvolgendo campi della psicofisiologia e della psicomotricità e l’importanza delle stimolazioni visuo-spaziali fornite dall’ambiente maneggio che sollecitano un’attenzione visiva finalizzata all’acquisizione della dimensione dello spazio.
La riabilitazione equestre utilizza un approccio globale, olistico, al fine di riorganizzare e sviluppare le emozioni, il proprio sé, gli affetti e le qualità cognitivo-intellettive.

Le finalità dell’ippoterapia sono dunque terapeutico-riabilitative, educativo-formative, socio-educative, utili nel superamento del disagio e nella promozione dell’inserimento sociale.

Nella riabilitazione equestre si utilizza un setting ben preciso, rappresentato dal maneggio, necessario per promuovere una sorta di ritualizzazione necessaria per dare un senso di accoglimento, di incontro e di sicurezza. Si cerca di creare un ambiente allegro e armonioso, ma allo stesso tempo caratterizzato da regole ben precise, in cui sono ben evidenti gli obiettivi terapeutici e importanza dello sviluppo della crescita personale.

Il ragazzo disabile che da terra affronta maggiori difficoltà, sul cavallo percepisce una diversa immagine di sé: più valida, potente, positiva da cui deriva il senso di autovalorizzazione e di nuova presa di coscienza.

I ragazzi disabili non imparano ad andare a cavallo bensì a star in sella con stile, il riuscire ad affrontare situazioni di reazioni improvvise del cavallo, il rispetto delle regole, del muoversi in gruppo e del tener conto anche delle esigenze dell’animale; è un’attività che comporta l’affetto verso il proprio compagno, l’indipendenza e l’autonomia del muoversi nello spazio e lo sviluppo dell’autodeterminazione; permette al paziente di non fissarsi sulle proprie limitazioni ma di ritrovare un proprio ruolo nella crescita e sviluppo di nuove abilità.

L'ippoterapia può essere utile anche per le persone che soffrono di difficoltà relazionali o emotive, bambini e ragazzi iperattivi o con difficoltà neuromotorie.

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