Sanihelp.it – Il bullismo non è un fenomeno solo al maschile: un bullo su sei infatti è femmina.
Ragazze che prendono di mira le coetanee con minacce, maldicenze e dispetti, anche sul web; liti spesso ingiustificate che sfociano anche nella violenza fisica. Luca Bernardo, direttore del dipartimento materno-infantile e della U.O. di pediatria dell'ospedale Fatebenefratelli di Roma, in occasione del convegno Basta Violenza – Ascoltiamo il silenzio e diamo voce alla legalità, organizzato dall'Osservatorio nazionale di bullismo e doping e svoltosi a luglio a Roma, spiega: «Anche il cyberbullismo è estremamente grave tra gli adolescenti perché la vittima, oltre a essere aggredita in maniera virtuale, è condannata a vedere le prove di quello che gli è accaduto sempre su internet. Il cyberbullismo è un reato, attraverso le leggi nazionali e internazionali è anche possibile cancellare da internet gli insulti, però è un problema che si deve superare con l'aiuto degli specialisti perché da grandi queste giovani vittime saranno segnate da queste azioni e rischiano di non risolvere mai i problemi legati all'aggressione che hanno ricevuto da adolescenti».
Lo psicoterapeuta Giorgio Nardone aggiunge: «Negli ultimi anni c'è stata un'enorme crescita del bullismo al femminile. Le bande di ragazzine, chiamate streghe, che perseguitano le coetanee perbenino è ormai all'ordine del giorno. Il fenomeno femminile si è decuplicato. Le cause che spingono i ragazzi e le ragazze a diventare bulli nascono tra le pareti domestiche, da genitori che sono troppo permissivi e che non intervengono quando il figlio alza i toni contro di loro. Poi ci sono i modelli negativi che vengono considerati dagli adolescenti come eroici. C'è quindi bisogno di ridare regole precise ai ragazzi sia da parte dei genitori che degli insegnanti».