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Effetto Ikea in psicologia, cos’è

Quando la fatica genera soddisfazione

Sanihelp.it – L'effetto Ikea prende il nome dal colosso svedese che ha rivoluzionato il mercato dell'arredamento e si verifica quando dimostri un particolare attaccamento a un oggetto semplicemente perché l’hai realizzato personalmente.


In teoria montare i mobili è una gran rottura di scatole, eppure è stata la fortuna del gigante dell’arredamento. Assemblare i pezzi, infatti, fa scattare un coinvolgimento fisico e mentale con l’oggetto stesso, creando una sorta di dipendenza. Creare qualcosa con le proprie mani, è innagabile, dà una certa soddisfazione, ti fa sentire realizzato a livello personale.

Il primo a parlare di effetto Ikea è stato Dan Ariely, professore di psicologia ed economia comportamentale alla Duke University, nonché uno dei membri del Center for Advanced Hindsight e penna del Wall Street Journal. Secondo Ariely dedicare del tempo a un’opera e avere il controllo dell’intero progetto gratifica e alza la considerazione di se stessi.

Questo principio chiaramente non è applicabile solo ai mobili Ikea… vale anche per un dolce preparato con le proprie mani ad esempio. Realizzare qualcosa che gli altri mangeranno ti dà un senso di pienezza e non solo allo stomaco! Le nostre creazioni quindi, diventano parte di noi e definiscono la nostra identità.

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