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Giulio Gaetani: col diabete sul podio

Endocrinologia

Sanihelp.it – Ottime notizie per la scherma italiana e anche per la diabetologia arrivano da Vancouver (Canada) dove si è conclusa la Coppa del Mondo: Giulio Gaetani ha conquistato la medaglia di bronzo nella prova individuale di spada maschile. Non si tratta solo di un grande successo personale per il giovane, classe 2000, già vincitore della Coppa del mondo Under 20 nel 2019-2020. A gioire del bronzo, infatti, sono anche le società scientifiche della diabetologia italiana che si dicono «orgogliose del risultato ottenuto» e vedono in questo podio  un’occasione importante per superare lo stigma che lega diabete e sport, per eliminare le discriminazioni e promuovere la prevenzione.


Giulio, infatti, ha il diabete di tipo 1 diagnosticato dall’età di due anni e per questo motivo, pur praticando la scherma come un atleta olimpico non può entrare nei corpi armati nazionali né quindi fare della propria attività sportiva un lavoro vero e proprio, trovandosi quindi costretto a sostenere le spese per gli allenamenti senza poter contare su uno stipendio.

La sua vittoria può contribuire a eliminare questa discriminazione: «Un importantissimo risultato sportivo al quale si aggiunge il messaggio forte sulla lotta allo stigma nei confronti delle persone con diabete, e nello specifico degli atleti con diabete ai quali è precluso ancora oggi l’accesso ai gruppi sportivi militari: su questo tema come Federazione delle società diabetologiche italiane (FeSDI) stiamo lavorando insieme a Giulio Gaetani e Anna Arnaudo affinché siano riconosciuti gli stessi diritti a tutti gli atleti italiani, con diabete o meno» commentano Angelo Avogaro, Presidente FeSDI e SID e Riccardo Candido, vicepresidente FeSDI e presidente nazionale AMD (Associazione Medici Diabetologi) .

Ma gli effetti di questo risultato non finiscono qui, come sottolineano i diabetologi: «I successi sportivi dei giovani atleti con diabete, come Giulio, ci supportano nel veicolare un altrettanto importante messaggio per la promozione della cultura della prevenzione, intesa come adozione di corretti stili vita, per la lotta alle malattie croniche come diabete e obesità, in progressivo aumento nel nostro Paese e in tutta Europa». Non solo sport e diabete non sono in antitesi, ma anzi l’attività fisica gioca un ruolo prezioso nel contribuire a mantenere il peso forma, ridurre la glicemia, aumentare la sensibilità all’insulina, accrescere il colesterolo buono e ridurre la pressione arteriosa, migliorando tanti fattori di rischio che espongono alle complicanze croniche della patologia.

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