Sanihelp.it – Il vizio del fumo è duro a morire e per alcuni è una sorta di antistress. Lo è anche per Guido Crosetto, fondatore del partito Fratelli d’Italia, che così ha raccontato in una recente intervista a Metronews: «Sfogo nel fumo tutta la parte negativa. Ma senza sigarette potrei trasformarmi in una sorta di Hulk tutto verde».
Così, complice l’inevitabile pressione delle elezioni politiche, di sigarette ne ha fumate davvero troppe finendo al Pronto soccorso. È stato lui stesso a rivelarlo su Twitter con un messaggio eloquente «Record di 150 sigarette» al quale sembra abbia poi aggiunto, probabilmente per lenire il valore diseducativo diffuso, un «Sono stato un cretino» (messaggi poi tutti eliminati dal social network).
Eppure il politico racconta, in una intervista a Il Giornale, il proprio malore minimizzandolo: «Avevo un'oppressione al petto e un po' di sudore freddo. Magari non è stata nemmeno colpa delle sigarette, la notte precedente avevo dormito quattro ore». In realtà però la diagnosi non la conosce, per sua stessa ammissione, perché « ho firmato per uscire, comunque sto bene, è stato solo stress».
Un esempio assolutamente da non seguire e per tantissime ragioni: il fumo interferisce negativamente sul 95% degli apparati del nostro organismo e, solo per fare un esempio, un fumatore ha un rischio tre volte maggiore di subire un infarto, due volte più probabilità di andare incontro a un ictus. Se non bastasse, 101 motivi per non fumare sono raccolti nell’omonimo volume scritto a quattro mani dal dottor Fabio Beatrice, vicepresidente della Società italiana di Tabaccologia e dalla giornalista Johann Rossi Mason.
Una lettura che, citando la prefazione della dottoressa Roberta Pacifici, direttore dell’Osservatorio Fumo, Alcol e Droga dell’Istituto Superiore di Sanità, «può rappresentare uno stimolo, una molla per passare all’azione, per maturare la decisione di non fumare». Chissà che non sia la volta buona anche per Crosetto che, se a Il Giornale rivela « So quanto è demenziale fumare, ma lasciatemi almeno questo vizio, ho solo questo», a Metronews apre uno spiraglio: «Voglio smettere per me e per mio figlio». E gli auguriamo di riuscirci.