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Annalisa Minetti: «Non sono una falsa cieca»

Vista

Sanihelp.it – Ha partecipato a Miss Italia nel 1997, classificandosi tra le prime dieci e aggiudicandosi la fascia di Miss in gambissime. L’anno dopo è stata la volta di Sanremo, conquistando la vittoria sia tra le nuove proposte che tra i big. Nel 2012, invece, ha vinto il bronzo nei 1500 metri alle paralimpiadi di Londra, stabilendo il record del mondo della categoria dei non vedenti.


Annalisa Minetti, che vive da sola con il figlio Fabio, non ha mai fatto mistero della sua condizione: da quando ha diciotto anni convive con la retinite pigmentosa, una distrofia retinica ereditaria dell’occhio, che può condurre alla progressiva perdita della vista. Nei pazienti che soffrono di questa malattia cronica, infatti, i fotorecettori (le cellule della retina chiamate coni e bastoncelli che hanno il compito di cogliere il segnale visivo per inviarlo al cervello) vengono danneggiate e vanno incontro a progressiva degenerazione. 

La Minetti ha recentemente raccontato in tv di aver avuto un peggioramento importante e di essere ormai quasi cieca. Eppure c’è chi l’ha accusata di mentire: «Sulle basi di cosa?  Perché sono autonoma? Perché ballo, perché mi trucco, perché mi vesto bene, perché sono una bella donna? Perché normalmente i non vedenti sono riconosciuti come persone brutte? Perché sono una mamma, perché vivo da sola? Perché siete abituati a sapere che i non vedenti utilizzano bastone e cani guida?»  ha risposto lei stessa pochi giorni fa in tv a Domenica Live. «Ho molto rispetto per chi lo fa. Io a questi compromessi con la mia patologia non ci sono mai scesa, non mi piacciono, voglio sentirmi bella come poche donne al mondo, voglio essere me stessa, vivere con la mia dignità». 

Il suo può essere un caso esemplare, ma non è certo l’unico. Capita di leggere di falsi invalidi, falsi ciechi ripresi mentre fanno la spesa, si muovono da soli, senza bastoni o cani guida, usano il bancomat. Quello che molti non sanno è che spesso si tratta davvero di persone ipovedenti o non vedenti, che hanno imparato a compiere dei gesti quotidiani. Molti non vedenti, soprattutto se lo sono diventati precocemente, grazie anche alla riabilitazione, possono conquistare una certa autonomia, facendo cose spesso neppure immaginate da chi ci vede.

Nell’immaginario collettivo, invece, il cieco è solo colui che vede tutto nero, ma in realtà le malattie della vista invalidanti sono le più varie: c’è chi non vede in faccia chi ha davanti né legge, per un danno alla parte centrale della retina (per esempio in conseguenza di una neuropatia ottica ereditaria di Leber), ma riesce a muoversi in completa autonomia a piedi. O ancora c’è chi ha un campo visivo estremamente ristretto, (come nel caso della retinite pigmentosa), ma può riuscire a leggere un testo scritto, procedendo parola per parola.


Stando ai dati della Corte dei Conti, dal 2009 al 2012 sono stati svolti circa  800 mila controlli relativi ai cosiddetti falsi invalidi, ma solo il 4% si è poi rivelato effettivamente tale. Il 96% di chi viene accusato di truffa, quindi, riesce a dimostrare di essere davvero invalido. Ma intanto spesso ha già subito un processo mediatico o almeno negli ambienti che vive ogni giorno, con conseguenze spesso non trascurabili nel rapporto con conoscenti e sul lavoro.

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