Sanihelp.it – Era il 1981 quando Robert Nesta Marley, meglio conosciuto come Bob Marley, moriva dopo una battaglia di quattro anni contro un cancro, un tipo di melanoma, partito dal piede destro. Oggi se ne torna a parlare perché un team di scienziati del Cancer Research Uk presso l’Università di Manchester si è dedicata allo studio di questa particolare forma tumorale.
Si tratta di un melanoma acrale lentigginoso, così chiamato perché colpisce le estremità del corpo (acrale deriva dal greco acron, che significa per l’appunto estremità), in particolare i palmi delle mani, le piante dei piedi, il letto ungueale e altre aree glabre della pelle. È una forma rara (rappresenta meno del 5% di tutti i melanomi), ma la più comune tra asiatici e afroamericani, e difficile da diagnosticare anche perché spesso le lesioni vengono scoperte tardi o sottovalutate, visto che somigliano a ferite o lividi, tracce di colore marrone-nero o bluastre, dovute all’aumento di produzione della melanina.Un melanoma, perché coinvolge i melanociti, ma atipico, anzi geneticamente diverso dalle altre forme più note di questo tumore. Lo ha scoperto il team di ricercatori ha sequenziato i tumori di cinque pazienti con melanoma acrale e combinato quanto ottenuto con i dati provenienti da altri tre pazienti. Hanno poi confrontato i difetti genetici presenti in questi otto tumori con quella dei tipi più comuni di cancro della pelle. Sono così emerse differenze genetiche tra questa forme e le altre più comuni di tumore cutaneo.
In particolare, è emerso che il tipo di danno al Dna riscontrato nelle forme di melanoma acrale è molto diverso da quello presente nelle altre forme. Inoltre i danni genetici, nella forma acrale, a differenza di quanto succede negli altri melanomi, non sono legati all’azione dei raggi ultravioletti, quindi all’esposizione solare. Capire i fattori all’origine di questo tipo di melanoma è quindi l’obiettivo degli studiosi inglesi, con la speranza, così, di poterla trattare al meglio.
Si studia il melanoma che ha ucciso Bob Marley
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FonteSciencedaily.com