Sanihelp.it – Michael Phelps si è presentato nella piscina dei Giochi di Rio con degli evidenti cerchi rossi sulla pelle: non tatuaggi ma i segni lasciati dal cupping, la terapia anti-dolore alternativa non riconosciuta dalla scienza ufficiale ma apprezzata dal team Usa del nuoto: «Ho chiesto ieri di fare coppettazione perché mi sentivo dolorante e il mio allenatore deve averlo fatto un po' forte, e mi ha lasciato qualche livido» ha spiegato il campione.
Il cupping, o coppettazione, è un metodo che affonda le radici nella medicina tradizionale cinese: prevede la formazione di una zona di bassa pressione all'interno di coppette del diametro di 5 centimetri, simili a vasetti di yogurt, in plastica, vetro, bambù o bachelite, applicate sulla pelle in punti specifici.
Ricorrendo al calore o, meccanicamente grazie ad apposite valvole, nelle coppette viene creato il vuoto e così la pelle è attirata all’interno delle stesse, con una sorta di effetto risucchio, che richiama sangue verso la superficie cutanea, con l’obiettivo di migliorare la circolazione e alleviare varie forme di dolore. Le coppette vengono lasciate in sede per circa una decina di minuti: quando sono rimosse lasciano un livido circolare che scompare poi nei giorni successivi.
Anche se mancano studi scientifici che ne avvalorino l'effetto antidolorifico, il cupping riscuote successo non solo tra i nuotatori statunitensi: sempre a Rio, anche il ginnasta USA Alex Naddour ha trovato sollievo nella coppettazione, come ha rivelato nei giorni scorsi a Usa Today. Negli ultimi anni, poi, ha contagiato diversi esponenti dello star system hollywoodiano, come le attrici come Gwineth Paltrow e Kristin Scott Thomas, che non hanno avuto problemi a presentarsi ai party con la schiena coperta da macchie rosse, segno dell’applicazione delle coppette.