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Susan Boyle non regge il successo

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Sanihelp.it – Fino a qualche mese fa Susan Boyle era una sconosciuta zitella scozzese di 48 anni, che viveva in solitudine con un gatto, dall’aspetto non proprio avvenente e con uno stile di vita ben lontano dai cliché del partecipante-tipo di un talent show.


Poi la decisione di salire sul palco dello show inglese Britain’s Got Talent e le risatine sommesse del pubblico messe subito a tacere dal successo travolgente della sua voce: la sua prima apparizione in tv, mentre canta, è tra i video di Youtube più cliccati di tutti i tempi. Voce d’angelo, come è stata ribattezzata, ha ricevuto anche l’insistente invito del presidente Obama per esibirsi il 4 luglio negli States.

Un successo senza pari, ma che è costato caro alla donna: giunta inaspettatamente seconda alla finale dello show, di cui resta indubbiamente la vincitrice morale, Susan non ha retto il colpo. E’ finita così ricoverata, a quanto pare per esaurimento nervoso, nella clinica Priory di Londra, celebre per aver prestato aiuto anche ai nervi di Amy Winehouse, Kate Moss e Pete Doherty.

Il successo improvviso, la pressione che accompagna i favoriti, i cambiamenti di impegni e anche di stile imposti dalla fama, la delusione della sconfitta inaspettata: il crollo di nervi da talent show sembra essere dietro l’angolo.

Si parla già di «sindrome da Truman Show», che negli Usa ha fatto anche vittime, con 11 suicidi tra altrettanti esclusi da reality o show per talentuosi, per non parlare dei gesti estremi tentati ma non riusciti. Susan Boyle è in buona compagnia quindi, ma per lei, già dimessa dalla clinica, ci auguriamo giorni migliori, con o senza fama.

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