Sanihelp.it – L’abbiamo incontrata alle porte di Milano, mercoledì 19 giugno, alla vigilia della partenza per Livigno, dove si allenerà per 33 giorni in vista del Mondiale di marcia, in calendario ai primi di agosto 2013 a Mosca. Elisa Rigaudo, mamma e marciatrice, ci ha così raccontato qualcosa in più circa la sua esperienza con l’omeopatia.
Già in passato avevamo, infatti, raccolto la sua testimonianza su come si era avvicinata, nel 2004, a questa medicina, per trattare la carenza di ferro di cui soffriva. E da allora Elisa non ha più abbandonato le cure omeopatiche.
«Ho sempre con me Arnica montana in granuli e in gel» ci racconta. «Ho due ernie che mi danno fastidio e spesso soffro di mal di schiena, che allevio con arnica montana in granuli prima e dopo gli allenamenti». Segue infatti uno schema di cura preciso e quotidiano, cominciato l’anno scorso, dopo che le due ernie le hanno causato una sciatalgia.
Usa quasi tutti i giorni, anche a scopo preventivo, il gel all’arnica e svela: «Il male tipico del marciatore interessa il muscolo tibiale, il più utilizzato, ma io praticamente non ne ho più sofferto». Anche recentemente, dopo la gara che l’ha vista impegnata a Rieti, quando ha avvertito un lieve fastidio proprio al muscolo tibiale, ha subito applicato il gel all’arnica scongiurando un possibile stop di 2-3 giorni.
«Di antinfiammatori non ne ho più presi» conferma la marciatrice piemontese che non esita a consigliare questa medicina anche ai colleghi: «La consiglio, perché ha tanti lati positivi. Il primo è il doping: quelle omeopatiche sono sostanze lecite e in più danno benefici immediati e anche a livello preventivo». E assicura che anche nell’ambito della Federazione l’omeopatia comincia ad essere vista come un’opzione di cura normale.