Sanihelp.it – Le speranze per la salute di Michael Schumacher sembravano ormai ridotte al lumicino, soprattutto dopo che il 3 giugno scorso Gary Hartstein, anestesista statunitense ed ex delegato medico per la F1 della Fia, aveva dichiarato sul proprio blog «Temo, e ne sono quasi certo, che non avremo mai più buone notizie sullo stato di salute di Michael».
E invece una buona notizia è arrivata: a quasi sei mesi dalla caduta con gli sci del 29 dicembre scorso, che gli aveva procurato un trauma cranico tale da richiedere più operazioni, è uscito dal coma indotto. E dopo 169 giorni ha lasciato l'ospedale di Grenoble per essere trasferito nel Centro ospedaliero universitario del Vaud a Losanna, Svizzera francese. Niente quindi stanza speciale in casa, come si era ventilato nei mesi scorsi.Il 4 aprile la portavoce Sabine Kehm del campione aveva già parlato di «momenti di coscienza e di veglia» che, secondo quanto riporta il quotidiano tedesco Bild nell'edizione online, nelle ultime settimane si sarebbero fatti sempre più frequenti. Sembra che Michael riesca anche a comunicare con moglie e figli attraverso il movimento delle palpebre e che non abbia problemi di vista.
In una nota ufficiale la famiglia, oltre a ringraziare quanti (soccorritori, medici, infermieri), si sono presi cura del campione chiede a tutti di « di rispettare il fatto che la sua lunga fase di riabilitazione si svolga solo in un contesto privato».
Comincia ora, infatti, il periodo della neuroriabilitazione cui dovrà essere sottoposto a Losanna e che si preannuncia non certo a breve scadenza (ci potrebbe volere anche un anno o più) e ancora non è dato sapere quali effettive conseguenze a lungo termine riporterà Schumi.
Schumi fuori dal coma indotto
Neurologia
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FonteAnsa