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Andrea Mainardi ha subito un trapianto di cornea

Occhi

Sanihelp.it – Andrea Mainardi, chef lombardo balzato agli onoro televisivi con la partecipazione a La prova del cuoco di Antonella Clerici e tra i concorrenti dell’ultimo Grande Fratello Vip, ha recentemente rivelato a Ok salute e benessere di essersi sottoposto alcuni anni fa a un trapianto di cornea.


Tutto è cominciato un pomeriggio di otto anni fa quando dopo essersi strofinato un occhio che prudeva, all’improvviso ha iniziato a vedere tutto annebbiato. Poiché la situazione non dava segni di miglioramento, lo chef si è rivolto al pronto soccorso dove la diagnosi è stata rapida: l’occhio destro era affetto da una forma grave di cheratocono e considerato lo stato avanzato della malattia, era necessario il trapianto della cornea.

«Io, alla salute, tengo molto e so bene che i controlli sono importanti. Eppure, forse perché ho sempre avuto una vista d’aquila, ho mancato di sottopormi alle normali visite oculistiche di routine» ha voluto  sottolineare Mainardi durante l’intervista. «Con una diagnosi precoce avrei evitato un trapianto della cornea. Per questo ci tengo a dirvi di non seguire il mio esempio. Prevenire è meglio che curare e io ho imparato la lezione a mie spese».

Circa un anno dopo la scoperta della malattia, si è deciso ad affrontare il trapianto, che è andato bene.  «Già dopo una settimana mi hanno tolto la benda, poi da subito ho percepito un netto miglioramento nella vista. I colori mi sembravano più accesi e il campo visivo più ampio» ha raccontato, aggiungendo anche che è stato decisamente più traumatico, a livello psicologico, farsi rimuovere i punti di sutura: «Sì, perché vedere una forbice che ti entra nell’occhio è davvero una tortura. Il trauma mi ha segnato al punto che per quattro anni ho avuto un incubo ricorrente: l’oculista mi inseguiva con la forbice e io fuggivo terrorizzato».

Poiché anche l’occhio sinistro aveva il cheratocono, ma in fase iniziale, per rallentare l’evoluzione della malattia ed evitare il trapianto si è sottoposto a un altro tipo di intervento, detto cross linking corneale, che incrementa la resistenza del tessuto corneale. Ora, grazie ai due interventi, non deve più indossare lenti a contatto, potrebbe sottoporsi a un’altra operazione per migliorare la vista, ma per ora temporeggia. «La lezione, comunque, l’ho imparata: mi sottopongo a controlli regolari due volte all’anno. E ho deciso di donare le cornee e anche gli altri organi alla mia morte».

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