Sanihelp.it – Mai così tanto cibo e vino italiano sono stati consumati sulle tavole mondiali con il record storico per le esportazioni agroalimentari Made in Italy che nel 2019 hanno raggiunto il valore di 28,6 miliardi di euro, con un aumento del 4%. È quanto emerge da un’analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi ai primi otto mesi dell’anno, diffusa in occasione della Settimana della cucina italiana nel mondo 2019.
Quasi i due terzi delle esportazioni agroalimentari – sottolinea Coldiretti – interessano i Paesi dell’Unione Europea dove il principale partner è la Germania, mentre fuori dai confini comunitari continuano a essere gli Stati Uniti il mercato di riferimento dell’Italian food, nonostante i dazi voluti dal presidente Trump.
L’andamento sui mercati internazionali potrebbe però ulteriormente migliorare con una più efficace tutela nei confronti della agropirateria internazionale, che fattura oltre 100 miliardi di euro utilizzando impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che si richiamano all’Italia per prodotti taroccati che non hanno nulla a che fare con la realtà nazionale.
Un esempio sono i ristoranti italiani all’estero dove sono serviti ingredienti Made in Italy taroccati in quasi due piatti su tre e a essere portate in tavola sono le più bizzarre versioni delle ricette tradizionali, come l’abitudine belga di usare la panna al posto del pecorino nella carbonara, quella tedesca di impiegare l’olio di semi nella cotoletta alla milanese, quella olandese di non usare il mascarpone nel tiramisù, fino agli inglesi che vanno pazzi per gli spaghetti alla bolognese, sconosciuti nella città emiliana, mentre gli americani utilizzano il parmesan al posto di Parmigiano Reggiano e Grana Padano.
Ma tra le specialità più tradite ci sono anche la caprese servita con formaggio industriale al posto della mozzarella di bufala o del fiordilatte, pasta al pesto proposta con mandorle, noci o pistacchi al posto dei pinoli, pizza offerta nelle versioni più inimmaginabili, da quella hawaiana con l’ananas a quella di pollo.
Proprio per identificare i veri ristoranti italiani e proteggerli dai fake e dall'utilizzo di prodotti tricolori tarocchi arriva la prima carta d’identità ideata da Coldiretti e Asacert. Grazie a un apposito protocollo basato sulla rispondenza dei fornitori, dei menù e della carta dei vini, sarà possibile identificare i ristoranti italiani, non solo di nome e di facciata, ma autentici sul piano delle materie prime, dello staff e della tradizione culinaria e della proposta enogastronomica. La certificazione ITA 0039 | 100% ItalianTaste è nata, infatti, dalla necessità di difendere, promuovere e valorizzare il patrimonio agroalimentare italiano, non solo a livello di prodotto ma anche sul piano della distribuzione enogastronomica.