Sanihelp.it – In 10 anni, dal 2011 al 2021, in Italia i decessi per cancro sono diminuiti del 15%, percentuale migliore rispetto all'Unione europea in cui il calo si è fermato al 12%. Al vertice della ricerca mondiale contro il cancro restano gli Stati Uniti, ma il nostro Paese si colloca tra i primi cinque in questo settore.
«I lavori scientifici italiani in ambito oncologico pubblicati su riviste mediche internazionali sono oggetto di migliaia di citazioni da parte di altri autori e pongono il nostro Paese tra i primi 5 al mondo in questa speciale classifica – spiega Francesco Perrone, presidente nazionale AIOM, l’Associazione Italiana di Oncologia Medica – L'oncologia italiana, se adeguatamente supportata dalle istituzioni, può affermarsi come un motore di sviluppo in ambito non solo scientifico, ma anche economico e sociale».
Per questo si è aperto a Roma un corso, Clinical Research Course, giunto alla terza edizione, «che fornirà a giovani ricercatori provenienti da tutto il mondo gli strumenti per comprendere la metodologia delle sperimentazioni cliniche, implementare idee di ricerca e imparare a valutare la letteratura scientifica» continua il Professor Perrone.
Il Regolamento europeo n. 536 del 2014 per la ricerca clinica ha stabilito tempi di autorizzazione degli studi clinici allineati per tutti i Paesi membri: da un minimo di 60 giorni a un massimo di 106. «Un quadro regolatorio identico in ciascuno Stato membro dovrebbe garantire la conduzione degli studi clinici in una modalità univoca, con tempi definiti e certi – sottolinea Perrone – Inoltre, dovrebbe rendere più facile e veloce l'arruolamento dei pazienti e la chiusura degli studi».
«Nel nostro Paese, nella pratica clinica – aggiunge Saverio Cinieri, presidente di Fondazione Aiom- osserviamo sempre più casi di cancro nei giovani. I dati devono essere ancora definiti, ma la tendenza è chiara anche in Italia. Le cause vanno ricercate in fattori di rischio che sono purtroppo molto comuni: sedentarietà, dieta scorretta, sovrappeso, obesità, fumo e consumo di alcol. Altre ragioni restano da capire. Per esempio, sono in corso ricerche su alcuni fattori inquinanti, anche ambientali, e sugli additivi alimentari. Resta sempre valido l'appello a seguire stili di vita sani, che consentono di prevenire il 40% dei casi di tumore».