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Blinatumomab, novità per leucemia linfoblastica acuta

Tumori

Sanihelp.it – La leucemia linfoblastica acuta (Lla) è un tumore del sangue caratterizzato dalla presenza di un numero abnorme di globuli bianchi immaturi, scarsamente differenziati. È un tipo di leucemia rara negli adulti ma è, tra le patologie ematologiche, la più comune nei bambini.  Sebbene le cause della LLA siano multifattoriali, cioè fattori ambientali e fattori genetici interagiscono tra loro, giocando un ruolo chiave nella insorgenza della malattia, sono riconosciuti alcuni fattori di rischio, tra cui l'esposizione ad alti livelli di radiazioni, al fumo, ai pesticidi.


Nei pazienti con leucemia linfoblastica acuta Ph negativa e senza tracce di malattia rilevabile (Mrd, cioè il numero di cellule leucemiche che persistono nel midollo osseo o nel sangue periferico dopo il trattamento iniziale, negativo) dopo il trattamento iniziale, l’aggiunta dell’anticorpo bispecifico blinatumomab alla chemioterapia di consolidamento, aumenta significativamente la sopravvivenza, come rivela uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine. Con questa terapia, dopo circa 3,5 anni è vivo l’85% dei pazienti rispetto al 68% di sola chemio.

Gli effetti collaterali possono essere diversi se il blinatumomab è somministrato in associazione con farmaci chemioterapici. In genere, il blinatumomab può provocare maggiore incidenza di infezioni batteriche o virali, cefalea, astenia, ossia sensazione di stanchezza, e diminuzione dell’appetito, nausea, vomito e diarrea; possono inoltre comparire dolore agli arti o dorsale, febbre, brividi, tosse.

Questo elenco non deve spaventare, in quanto non è detto che tutte queste reazioni avverse compaiano, e inoltre ciò che conta è la possibilità di prolungare la sopravvivenza con una buona qualità di vita.

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