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Vitamina C nelle neoplasie mieloidi a basso rischio

Tumori: prevenzione e terapia

Sanihelp.it – Lo studio di fase 2 EVI-2, presentato al congresso annuale della European Hematology Association (EHA) a Madrid, ha evidenziato come l’assunzione quotidiana per via orale di vitamina C (o acido ascorbico), oltre a riportare i normali livelli di questa vitamina nel sangue, sembra aumentare la sopravvivenza globale (OS), rispetto a un placebo, nei pazienti affetti da neoplasie mieloidi a basso rischio.


«EVI-2 è il primo studio a riportare dati sulla supplementazione di vitamina C nei pazienti con tumori della linea mieloide a basso rischio o precursori di questi tumori», ha spiegato Stine Ulrik Mikkelsen, del Rigshospitalet di Copenhagen, durante la presentazione dei dati. «Un dato secondario sorprendente è stato il significativo miglioramento della sopravvivenza globale tra i pazienti del gruppo trattato con la vitamina C rispetto al gruppo placebo», un risultato che sicuramente merita ulteriori indagini in uno studio di fase 3 più ampio.

Anche un gruppo di ricercatori del Dipartimento di oncologia dell'Università di Torino ha eseguito degli esperimenti mirati a comprendere meglio il possibile ruolo antitumorale della vitamina C, somministrando un alto dosaggio di vitamina C per via endovenosa in due gruppi di animali affetti da varie forme tumorali e osservando una marcata riduzione dei tumori nei topi con sistema immunitario che operava regolarmente, ma non negli altri. Si è inoltre scoperto che alte dosi di vitamina C modulano la migrazione delle cellule del sistema immunitario nel microambiente tumorale e potenziano l'attività antitumorale dei linfociti T. Dobbiamo però tener presente che questi risultati sono stati ottenuti, per ora, solo negli animali da laboratorio, e che è necessario quindi estendere la sperimentazione negli esseri umani.

La vitamina C è un cofattore di un importante regolatore epigenetico, detto TET, e i pazienti con tumori mieloidi presentano frequentemente un deficit di questa vitamina, cosa che potrebbe spiegare la sua azione.

«Il trattamento con vitamina C si è dimostrato sicuro e ben tollerato, facilmente reperibile e poco costoso e potrebbe rappresentare un interessante approccio terapeutico in questa categoria di pazienti, che attualmente ha un numero limitato di opzioni terapeutiche a disposizione» ha aggiunto l’autrice del lavoro.

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