Sanihelp.it – Un recente studio pubblicato sul New England Journal of Medicine rivela che l’associazione tra un nuovo immunomodulante, mezigdomide, e un cortisonico, desametasone, ha dato promettenti risultati in pazienti con mieloma multiplo recidivante/refrattario.
La mezigdomide agisce su una proteina chiamata Cereblon, bloccandone la via di segnalazione, generando così effetti antiproliferativi sulle cellule di mieloma.
Che tipo di farmaco è un immunomodulante? Si tratta di un farmaco il cui impiego terapeutico serve a regolare le complesse (e ancora in parte sconosciute) difese immunitarie. Oggi si preferisce parlare di farmaci immunomodulanti anziché immunostimolanti in quanto regolano, ma non rafforzano, le difese.
In molte malattie, compresi i tumori, la diminuzione delle difese immunitarie può essere la causa, il fattore favorente o la conseguenza della malattia stessa.
Questi farmaci, tra cui mezigdomide, regolano, e quindi migliorano la risposta immunitaria dell’organismo contro i tumori.
«Gli eventi avversi correlati alla malattia sono stati la causa di decesso più comune durante lo studio in questa popolazione pesantemente pretrattata, e solo un numero limitato di eventi avversi è stato considerato correlato al farmaco in studio», ha spiegato Paul G. Richardson, leader del programma clinico e direttore della ricerca clinica presso il Jerome Lipper Multiple Myeloma Center del Dana-Farber Cancer Center e professore di medicina presso l’Università di Harvard entrambi a Boston«Dato il profilo di sicurezza della dose da 1 mg, si continuerà a valutare le opzioni di dosaggio di mezigdomide più desametasone in combinazione con altri agenti».