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Leucemia mieloide cronica, bene ponatinib

tumori: prevenzione e terapia

Sanihelp.it – Lo studio osservazionale OITI, i cui risultati sono stati presentati a Francoforte, al congresso della European Hematology Association (EHA), ha confermato la validità del principio attivo ponatinib nel trattamento dei pazienti con leucemia mieloide cronica. Il farmaco è un agente antineoplastico inibitore delle proteinchinasi con un profilo di sicurezza a lungo termine gestibile, che ha aumentato il tasso di sopravvivenza nei pazienti affetti da questa forma tumorale.


«Sono dati sicuramente molto buoni, se consideriamo che sono stati ottenuti in una popolazione di pazienti in cui aveva già fallito almeno un inibitore delle proteinchinasi e non pazienti all'interno di un trial clinico, che, come sappiamo, sono altamente selezionati», ha spiegato la professoressa Alessandra Iurlo, della Struttura Semplice Sindromi Mieloproliferative della Fondazione IRCCS Ca' Granda Policlinico di Milano ai microfoni di Pharmastar.

Il fatto che i medici abbiano potuto modulare il dosaggio come meglio hanno creduto ha contribuito, inoltre, a ridurre gli effetti collaterali.

Ponatinib è rimborsato in Italia dal 2015 e costituisce un trattamento ben consolidato di cui lo studio OITI ha confermato l’efficacia. Nel corso dello studio sono stati riportati anche degli effetti collaterali tra cui ipertensione, rash, trombocitopenia e aumento delle lipasi pancreatiche. Nonostante questo si è concluso che la tollerabilità del farmaco è buona.

Nello studio OITI «la tollerabilità di ponatinib è stata decisamente buona» ha confermato la Prof. Iurlo. «per quanto riguarda la sicurezza, è vero che si sono presentati eventi avversi in più di un terzo dei pazienti. Occorre però tenere presente che, fra questi, i principali sono stati l’ipertensione arteriosa, l'insorgenza di rash cutaneo, la trombocitopenia e un aumento delle lipasi, mentre gli eventi cardiovascolari si sono presentati soltanto in una piccolissima percentuale di casi. Quindi, i dati di sicurezza sono sicuramente più a favore di quelli dei trial clinici», ha sottolineato Iurlo.

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