Sanihelp.it – Negli ultimi anni si sono registrati importanti progressi nell’ambito della chirurgia ginecologica oncologica, nel tentativo di migliorare gli esiti operatori, riducendo al minimo il trauma per il paziente.
Da oltre quindici anni si pratica la tecnica laparoscopica tradizionale (che prevede generalmente quattro piccole incisioni a livello addominale), che si è rapidamente evoluta in laparoscopia mono accesso (o SILS – Single Incision Laparoscopic Surgery) dove l’intervento viene eseguito con una singola incisione, attraverso l’ombelico e in chirurgia mininvasiva mono accesso robotica, che coniuga i vantaggi dell’utilizzo del single port (dispositivo attraverso il quale si introducono nel paziente tutti gli strumenti chirurgici necessari all’operazione) con quelli della chirurgia robotica (visione tridimensionale del campo operatorio, movimento a 360° degli strumenti chirurgici robotici, migliore precisione da parte del chirurgo e minori perdite ematiche).
Di fronte a queste nuove acquisizioni tecnologiche, il chirurgo oncologo si trova a interrogarsi sulla necessità di integrare le diverse tecniche in modo da offrire una terapia chirurgica sempre più a misura di paziente, che tenga conto delle sue esigenze, del quadro clinico contingente e della necessità di un contenimento dei costi, venendo a configurare l’opportunità di un percorso di formazione, che consideri le curve di apprendimento di ciascuna metodica, puntando a un processo complessivo rapido e soddisfacente.
Il Workshop Internazionale Innovation on Minimally Invasive Surgery in Gynecology Oncology, svoltosi a inizio maggio presso l’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma, presieduto da Enrico Vizza, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Ginecologia Oncologica dell’Istituto Nazionale Tumori Regina e da Masaaki Andou, Direttore del Dipartimento di Ginecologia del Kurashiki Medical Center, è stata l'occasione per fare il punto sulle innovazioni tecnologiche.
Ha dichiarato Enrico Vizza: «La nuova frontiera della chirurgia laparoscopica è rappresentata dalle tecniche monoaccesso e la robotica avrà un campo di applicazione elettivo nella chirurgia mininvasiva con un solo trocar. Se già la SILS rappresenta un’importante evoluzione della laparoscopia tradizionale in termini di minor invasività, minore dolore e recupero più rapido nel post-operatorio per il paziente, l’introduzione del robot nella chirurgia mininvasiva monoaccesso ha portato ulteriori vantaggi, soprattutto per il chirurgo, che può così ovviare ad alcune difficoltà tecniche di quest’ultima, dovute a una maggiore complessità della gestione degli strumenti in sede intraoperatoria, a causa dello spazio limitato di azione. Grazie alla visione tridimensionale offerta dalla telecamera con due ottiche, infatti, la chirurgia robotica permette un campo di azione molto chiaro, consentendo il governo degli strumenti in modo assolutamente naturale».
Un recente studio, pubblicato su Annuals of Surgical Oncology, confronta le tecniche laparoscopiche standard, la SILS e la robotica nella chirurgia ginecologica oncologica e dimostra che i risultati della chirurgia monoaccesso sono paragonabili se non superiori alla laparoscopia convenzionale in termini di perdita di sangue, degenza ospedaliera e dolore post operatorio. Con la SILS e la robotica è inoltre possibile asportare un maggior numero di linfonodi pelvici.
«Ma laddove c’è la possibilità di utilizzare metodiche tecnologicamente innovative, l’introduzione di queste tecniche nella vita quotidiana di noi chirurghi deve essere gestito e razionalizzato. Per questo motivo è importante stabilire quale potrà essere il futuro immediato di queste tecnologie, il loro utilizzo pratico e in sicurezza, le indicazioni per le diverse patologie in modo che, se un chirurgo intende utilizzare queste metodiche, possa fare riferimento a procedure standardizzate e ripetibili. Se non chiariamo questi aspetti anche la migliore tecnologia rischia di fallire e di non diffondersi. Presso il nostro Centro negli ultimi otto mesi abbiamo eseguito trenta interventi con la tecnica SILS e da gennaio 2012, sette procedure attraverso la chirurgia mininvasiva mono accesso robotica. Il campo di applicazione principale della chirurgia mininvasiva monoaccesso è l’isterectomia radicale e la linfoadenectomia pelvica e lombo aortica nel carcinoma dell’endometrio e della cervice. Secondo la nostra esperienza, riteniamo che il futuro potrà essere rappresentato dall’utilizzo della SILS associata al robot per gli interventi più complessi, mentre per i casi più semplici, la SILS senza robot».