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Tumori urologici: la necessità di un approccio integrato

Terapia

Sanihelp.it – Si è tenuto lo scorso settembre a Palermo il Congresso La Multidisciplinarietà nei Tumori Urologici, occasione in cui le società scientifiche SIUrO (Società Italiana di Urologia Oncologica), AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) e AIRO (Associazione Italiana Radioterapia Oncologica) hanno discusso dell’importanza di un approccio integrato tra urologi, oncologi, radio-oncologi, anatomopatologi e ricercatori di base in tutte le fasi di cura dei tumori delle vie urinarie.
 
Gli specialisti, provenienti da tutta Italia e dall’estero (Palermo, Reggio Calabria, Catanzaro, Napoli, Roma, Bologna, Como, Genova, Milano, Anversa e Parigi) si sono confrontati sui percorsi clinico-assistenziali che occorre mantenere per un vero approccio multidisciplinare al paziente oncologico, percorsi che nascono dai laboratori e dalla ricerca di base per giungere alla gestione del long-survivor, ovvero del paziente guarito da tumore. 


Data l’elevata incidenza di questi tumori, la diagnosi precoce è divenuta una parola d’ordine e una necessità. Tuttavia, ancora oggi una quota rilevante di pazienti, prossima al 30%, giunge alla diagnosi con una malattia localmente avanzata o metastatica.
 
In questo scenario risulta ancora più importante un approccio multidisciplinare nella cura dei tumori alle vie urinarie: il ricercatore di base, l’urologo, l’oncologo e il radioterapista oncologo devono lavorare insieme nell’ottica di una migliore gestione del paziente e della malattia, ancora meglio se supportate dalla creazione di altre Unità Integrate, oltre alla Prostate Unit già presente.
 
Inquadrare e concordare decisioni e proposte terapeutiche sui diversi casi permette, infatti, di garantire al paziente informazioni esaustive, obiettive e non contraddittorie sulle opzioni disponibili (evitando le consulenze multiple), ma soprattutto permette di ridurre i trattamenti
inutili
, specialmente in caso di malattia non aggressiva, nonché di intervenire tempestivamente in caso di effetti collaterali post-terapia, di ripresa di malattia o se si verificano complicazioni emotive.

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