Sanihelp.it – Si tratta di una forma tumorale alla ghiandola lacrimale mai diagnosticata in precedenza, descritta per la prima volta nella letteratura scientifica da Francesco Bernardini, chirurgo oculoplastico di Genova, con la collaborazione di Oscar Croxatto patologo oculare di fama mondiale di Buenos Aires. La scoperta è in pubblicazione su Ophthalmology, la più prestigiosa rivista al mondo nel campo degli oculisti. Bernardini ha descritto il caso di tumore della ghiandola lacrimale trattato e curato nel suo studio di Genova: «Si tratta di un paziente di 60 anni, arrivato da me dopo mesi di visite a vuoto. Alla fine lo abbiamo trattato con un intervento chirurgico di asportazione totale seguiti da chemio e radioterapia con remissione della malattia. Se non diagnosticato e trattato in tempi rapidi, con questo tipo di tumore si rischia la metastasi e poi la morte».
L'orbita oculare è «quello spazio che sta dietro il bulbo oculare ma prima del cervello, dove abbiamo la cabina di regia delle funzioni oculari: ci sono i muscoli che fanno muovere l'occhio (muscoli extra-oculari), il nervo che porta la vista (nervo ottico) e la ghiandola che produce le lacrime (ghiandola lacrimale)».
Proprio a Genova è stato descritto il primo caso di un tumore maligno indifferenziato della ghiandola lacrimale su Ophthalmology e in primo caso di carcinoma oncocitico della stessa ghiandola lacrimale: «Questi tumori non erano mai stati descritti prima nella ghiandola lacrimale, mentre erano conosciuti a livello delle ghiandole salivari maggiori (parotide soprattutto). In base alle conoscenze attuali, è noto che la ghiandola lacrimale è una speciale ghiandola salivare della stessa origine della parotide e quindi anche i tumori che hanno origine dalla ghiandola lacrimale sono della stessa natura e dello stesso tipo. Queste pubblicazioni permettono di allargare lo spettro dei tumori conosciuti a livello della ghiandola lacrimale».
Nella pubblicazione, oltre a descrivere il nuovo tumore, gli specialisti consigliano una terapia chirurgica e medica multidisciplinare che comprende oculista, radiologo, patologo, oncologo, e radioterapista: «Si tratta di tumori ad alto grado di malignità ed è molto importante che gli oculisti siano in grado di riconoscerli: una diagnosi precoce può a volte salvare la vita del paziente».