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È la Giornata Mondiale per la conoscenza del Linfoma

Linfoma non-Hodgkin

Sanihelp.it – Ha fatto tappa negli scorsi giorni a Bologna la campagna informativa itinerante Ritorniamo al Futuro – Più tempo contro il linfoma, promossa dall’Associazione Nazionale Banche del Tempo con il supporto di Roche. Obiettivo dell’iniziativa è aumentare la consapevolezza della popolazione sulla forma più diffusa di linfoma, quello non-Hodgkin, con cui oggi convivono circa 130 mila persone in Italia. Ed è proprio il tempo il protagonista della campagna.


Nel nostro Paese un terzo della popolazione non ha mai tempo e ne vorrebbe di più per sé. Oggi il tempo è denaro ed è considerato come un vero bene di lusso: per avere due ore in più in una giornata il 35% delle persone rinuncerebbe a un gioiello importante (al primo posto per il 5% del campione), a un’automobile (12%) e perfino alla possibilità di fare un bel viaggio (46%).

Come ha spiegato Sante Tura, Professore Emerito di Ematologia Università di Bologna e Presidente AIL Bologna: «Il linfoma è il più frequente tumore ematologico, il sesto nel mondo occidentale e il quinto in Europa, ma è ancora poco conosciuto dalla maggioranza della popolazione. È importante parlare del linfoma non-Hodgkin anche per far sapere i progressi scientifici compiuti negli ultimi vent’anni, con una serie di innovazioni che hanno aumentato notevolmente le possibilità di guarigione, oltre a ridurre drasticamente gli effetti collaterali delle cure».

«Il linfoma non-Hodgkin rappresenta la patologia che, nel campo delle neoplasie oncologiche ed ematologiche, ha ottenuto i maggiori progressi – ha spiegato Pierluigi Zinzani, Professore di Ematologia, Istituto di Ematologia L. e A. Seràgnoli di Bologna – in termini di percentuale di pazienti guariti e di remissione della malattia: circa il 50-55% nei linfomi aggressivi e il 20-25% in quelli indolenti. Negli ultimi decenni la migliore diagnostica ha permesso di definire il trattamento più appropriato per ciascun paziente, mentre l’introduzione degli anticorpi monoclonali ha cambiato radicalmente sia l’approccio terapeutico, sia la risposta alla terapia stessa. Ciò ha portato anche a una riduzione degli effetti collaterali e della tossicità rispetto alla più aggressiva chemioterapia, evitando così caduta dei capelli, nausea e vomito. La maggiore possibilità di guarigione e la riduzione della tossicità costituiscono oggi un binomio assolutamente vincente».

«I progressi terapeutici – ha aggiunto Pietro Leoni, Professore di Ematologia, Dipartimento di Scienze Cliniche e Molecolari, Clinica di Ematologia, Università Politecnica delle Marche – hanno un importante impatto anche sul tempo di somministrazione del trattamento. Ad esempio, la nuova formulazione sottocutanea di rituximab ha recentemente permesso di ottenere un enorme risparmio di tempo: il trattamento, che prima necessitava anche di diverse ore, è oggi possibile in pochi minuti. In questi termini, è evidente il vantaggio organizzativo per le strutture ospedaliere, con la riduzione delle attese per i day-hospital. A questo vantaggio pratico, si aggiunge poi un enorme vantaggio qualitativo, dal momento che i medici hanno più tempo da dedicare all’accoglimento del paziente, ad ascoltarlo, tranquillizzarlo e metterlo a proprio agio. In questo senso, possiamo dire che il valore del tempo sta proprio nell’essere un fattore direttamente legato all’umanizzazione della terapia».


«Il tempo è forse oggi l’unica forma di democrazia assoluta – ha commentato Leonina Grossi, Associazione Nazionale Banche del Tempo – poiché è uguale per tutti. Eppure un terzo della popolazione, in Italia e in Emilia Romagna, dice di non avere mai tempo e di volerne di più per sé. Dalla consapevolezza del valore del tempo è nata 20 anni fa, proprio a Sant’Arcangelo di Romagna, la Banca del Tempo: un istituto di credito particolare dove i correntisti si scambiano attività pagando con la moneta-tempo. Sul sito www.associazionenazionalebdt.it è possibile scambiare due ore del proprio tempo per sostenere la campagna di informazione Ritorniamo al Futuro, contribuendo così a sensibilizzare gli italiani sul linfoma non-Hodgkin e su come il tempo influisca direttamente sulla qualità di vita delle persone, ancor di più per i pazienti».

La campagna Ritorniamo al Futuro – Più tempo contro il linfoma invita a spostare indietro di due ore le lancette degli orologi per guadagnare simbolicamente un po’ di tempo: è il gesto che caratterizza il progetto e che vuole sottolineare quanto sia prezioso il tempo e quanto sia importante non sprecarlo, soprattutto per chi ha il linfoma non-Hodgkin. È possibile partecipare alla sfida fotografica promossa in collaborazione con gli Instagramers Italia, postando su Instagram (con l’hashtag #ritorniamoalfuturo) una foto che rappresenti il valore del tempo e che cosa significherebbe avere due ore in più.

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