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Tumore al seno: semi-digiuno possibile alleato delle cure?

Sanihelp.it – La dieta potrebbe avere un ruolo chiave nel trattamento del tumore al seno. La notizia arriva da uno studio internazionale coordinato da IFOM Milano e dal Policlinico Universitario San Martino di Genova, con il sostegno di AIRC, pubblicato sulla rivista Nature.


Le donne in terapia ormonale in Italia sono circa 400 mila, cioè tre su quattro di quelle che ricevono diagnosi di carcinoma mammario. I dati raccolti su 36 donne in due studi clinici mostrano che cicli di dieta protratti per una media di circa sei mesi riducono alcuni fattori di crescita che contribuiscono a favorire la proliferazione cellulare e possono influenzare la crescita tumorale.

Questo effetto metabolico potrebbe associarsi a una minor progressione del cancro, a un potenziamento dell’efficacia delle terapie e a un recupero della sensibilità al trattamento nei casi in cui si sia instaurata una resistenza ai farmaci.

Tuttavia, i dati sono preliminari e devono essere confermati in studi clinici più ampi. Sia i cicli di dieta, sia le settimane di intervallo prevedono protocolli precisi e devono avvenire sotto stretto controllo medico. Non è perciò consentito un approccio fai-da-te che aumenterebbe il rischio di malnutrizione, una condizione pericolosa nei malati oncologici.
 
La dieta sperimentata è un regime alimentare vegano ipocalorico che induce nel corpo gli effetti metabolici del digiunare e per questo è stata chiamata mima-digiuno. Nei topi non solo ha rallentato la crescita tumorale, ma ha fatto regredire i tumori anche dopo l’acquisizione di resistenza alle terapie farmacologiche standard, aggiunge Valter Longo, che da 15 anni studia l’effetto del digiuno contro i tumori.
 
Le donne hanno seguito la dieta senza mostrare effetti collaterali consistenti. Alcune assumono la terapia per cicli mensili da quasi due anni senza problemi. La dieta ipocalorica abbinata alle terapie ormonali ha ridotto i livelli di glucosio in circolo ma soprattutto la leptina, l’ormone che regola la sazietà, l’insulina e il fattore di crescita insulino-simile (IGF1), proteine che favoriscono la proliferazione delle cellule di tumore della mammella. Le modifiche metaboliche sono associate a effetti antitumorali positivi, mantenuti a lungo nel tempo.

Se si prevede un regime di attività fisica leggera/moderata fra un ciclo e l’altro, le donne mostrano anche un miglioramento della composizione corporea, con una riduzione della massa grassa e un aumento della massa magra. Un gruppo di centri oncologici olandesi ha anche pubblicato uno studio su 125 donne in cui la dieta mima digiuno aumentava l’efficacia della chemioterapia contro il cancro alla mammella. In futuro, suggerisce Longo, sarà importante capire anche che tipo di nutrizione sia più opportuno adottare tra un ciclo di mima-digiuno e l'altro per combattere il cancro.

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