Sanihelp.it – In testa alla classifica delle province per numero di patologie cancerose attribuibili all’attività lavorativa c’è Taranto, con riferimento ai lavoratori impiegati nello stabilimento ex Ilva, dove si registra ben il 500% in più di casi di tumore rispetto alla popolazione della città che non lavora nella fabbrica.
Questa l'ultima stima, del 2018, che è stata pubblicata dall'Osservatorio nazionale amianto (Ona), e rilanciata dall'Osservatorio Statistico dei Consulenti del Lavoro, secondo cui la maglia nera per il numero assoluto di malattie cancerogene imputabili all'attività lavorativa spetta appunto a Taranto, seguita da Napoli e Milano.
L'Osservatorio stima che in Puglia, in generale, siano circa 5.000 i morti causati o concausati dall'esposizione all'amianto nel periodo 1993/2015.
Dunque, circa 220 l'anno, per le sole patologie asbesto correlate.
I tumori polmonari risultano circa il doppio dei mesoteliomi, poi vanno aggiunte le altre patologie causate dalla diossina e dalle altre sostanze inquinanti.
Comunque, se di torna al report dell’osservatorio dei Consulenti del Lavoro, controllando l'incidenza dei tumori sul totale delle malattie professionali denunciate lo scorso anno, Taranto scende al 14° posto, mentre l’allarmante primato spetta ad altre province localizzate soprattutto nel Nord Italia, dove si concentrano le produzioni metalmeccaniche: in testa con il più alto tasso di malattie professionali c'è Gorizia, poi Torino, Novara e Milano, Alessandria, Cuneo e Pavia, Matera e Verbano-Cusio-Ossola.
Ciò che principalmente rappresenta la causa dei tumori sono le fibre di amianto (oltre il 70% dei casi determinati negli ultimi due anni), cosa che spiega l'incidenza prevalente della malattia tra gli addetti all'industria metalmeccanica.