Sanihelp.it – Si tratta del primo caso registrato in Italia, al Policlinico Umberto I di Roma.
Secondo fonti mediche – verificate dalla trasmissione Report – la donna a ottobre era stata sottoposta a un intervento per rimuovere le protesi, ma la malattia purtroppo era già a uno stadio molto avanzato e, nonostante le terapie, ha portato in poche settimane alla morte della paziente.
Le protesi erano state impiantate 12 anni fa.
Il sintomo clinico più frequente con il quale la malattia si manifesta è una raccolta di linfa o siero, nel sito dell'intervento chirurgico, chiamata sieroma freddo tardivo periprotesico.
La prognosi sembra essere favorevole se la malattia è localizzata al tessuto pericapsulare, anche dopo la sola rimozione delle protesi e capsulectomia totale, mentre, qualora vi sia interessamento linfonodale e/o presenza di metastasi è necessaria l’impostazione di una terapia sistemica.
Del caso i medici del Policlinico Umberto I hanno informato il Ministero della Salute, secondo i cui dati più recenti i casi di linfoma anaplastico a grandi cellule associato a protesi al seno in Italia sono saliti a 41, ma altri starebbero emergendo. Tuttavia mai finora erano stati ufficialmente segnalati decessi di pazienti nel nostro paese.
Interpellata da Report, il capo della direzione dispositivi del Ministero della Salute, Marcella Marletta, ha confermato il decesso e ha spiegato che il 13 maggio il Consiglio superiore di Sanità esprimerà la posizione ufficiale del Ministero della Salute sul tema del linfoma anaplastico a grandi cellule associato a impianti mammari.
L’Organizzazione mondiale della Sanità ha classificato ufficialmente la malattia nel 2016. I casi segnalati alla Food and Drug Administration (Fda) statunitense sono saliti a 457 in tutto il mondo, mentre sono finora 17 le morti accertate. Tuttavia, la Fda ha deciso, a differenza dell’autorità francese, di non vietare questo particolare tipo di protesi con la superficie rugosa, in quanto i dati attualmente in possesso non giustificano un provvedimento restrittivo.