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#SavingTime

Sanihelp.it – Nel mese di settembre, dedicato alla sensibilizzazione sulle neoplasie ematologiche, per ricordare i progressi della ricerca scientifica nel fornire nuove speranze ai pazienti e dare voce ai bisogni di cura ancora oggi insoddisfatti, nasce #SavingTime Più tempo grazie alla ricerca sui tumori del sangue, una campagna di Lilly con il patrocinio di Fondazione GIMEMA – Franco Mandelli Onlus, AIL – Associazione Italiana contro le leucemie, linfomi e mielomi e Lampada di Aladino ETS.


L’iniziativa di sensibilizzazione ha deciso di portare la musica classica fuori dai confini consueti, in luoghi all’aperto, rendendola metafora della ricerca scientifica; così come la musica classica tradizionalmente confinata in teatri e sale da concerto, viene portata all’esterno annunciando nelle piazze italiane la nascita di un nuovo giorno, la ricerca scientifica, risultato dell’armonica collaborazione tra più professionisti, acquisisce valore quando esce dai laboratori ed entra nella vita quotidiana delle persone.

Verranno quindi promossi 3 concerti, all’alba – metafora dell’inizio di un nuovo giorno e quindi di speranza – aperti al pubblico, in 3 città d’Italia:

Roma: sabato 14 settembre in collaborazione con il Conservatorio Santa Cecilia

Napoli: 21 settembre con il Conservatorio di Musica di San Pietro a Majella

Milano: il 28 settembre con i musicisti dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi

I brani eseguiti diventeranno successivamente una playlist, disponibile su Spotify, che potrà riempiere il silenzio delle sale d’attesa nei reparti di ematologia degli ospedali, offrendo un momento di conforto e sollievo a pazienti e caregiver.


I tumori del sangue comprendono un insieme eterogeneo di malattie a diversa eziologia, prognosi e frequenza che possono essere divise in tre grandi macrocategorie: linfomi (48%), leucemie (33%) e mielomi (19%) 2 che colpiscono il sistema immunitario, le cellule del midollo osseo e dei linfonodi.

Rappresentano circa il 10% di tutti i tumori e, con 30mila nuove diagnosi ogni anno, sono al quinto posto in ordine di frequenza fra tutte le neoplasie.

Oggi il trattamento delle neoplasie ematologiche si avvale di soluzioni farmacologiche appartenenti a diverse categorie (chemioterapici, anticorpi monoclonali, immunomodulanti, inibitori del proteasoma, inibitori delle tirosin-chinasi, immunoterapia cellulare), terapie che nel tempo hanno permesso di accrescere, da un lato i tassi di guarigione e, dall’altro, l’aspettativa di vita.

«Per alcune forme tumorali, l’obiettivo terapeutico è rappresentato dalla cronicizzazione del tumore, un traguardo fino a qualche tempo fa impensabile. Oggi, infatti, l’innovazione terapeutica e la disponibilità di trattamenti per le ricadute successive alle terapie iniziali, ci permettono di prolungare il controllo della malattia per un lungo periodo di tempo, garantendo al paziente una migliore qualità di vita e una aspettativa di vita che in certi casi simile agli individui sani – commenta Paolo Ghia Professore di Oncologia Medica, Università Vita-Salute San Raffaele, Milano, direttore del Programma Strategico sulla Leucemia Linfatica Cronica, IRCCS Ospedale San Raffaele, Milano e co-Chair GIMEMA Working Party Sindromi linfoproliferative croniche – Convivere con la malattia, nonostante non si raggiunga ancora una guarigione definitiva, è dunque una prospettiva concreta per un numero sempre più alto di pazienti».

Il mondo delle malattie del sangue è stato rivoluzionato dalla possibilità di trattare alcune patologie del sangue – soprattutto quelle neoplastiche – anche senza chemioterapia. Per il futuro, le innovazioni scientifiche più rilevanti puntano a rispondere ai bisogni ancora insoddisfatti di quei pazienti che hanno accesso ad un ventaglio ancora estremamente limitato di opzioni di trattamento.

«La ricerca in ematologia, in cui l’Italia occupa un ruolo di primo piano, ha fatto dei passi avanti straordinari. Stiamo esplorando nuovi confini e nuove opportunità per migliorare l’outcome dei nostri pazienti con neoplasie ematologiche, grazie all’innovazione che ci permette – e in futuro mi auguro sempre di più – terapie sempre più personalizzate –  ha dichiarato Armando Santoro, Direttore del Cancer Center di Humanitas Rozzano (MI). Personalizzazione della cura, terapie sempre più avanzate ed efficaci, aumento dei tassi di guarigione e delle aspettative sono quindi gli indirizzi della ricerca, con l’obiettivo ultimo di migliorare significativamente la qualità di vita del paziente che non solo convive con la patologia e i suoi sintomi, ma anche con il relativo carico emotivo e psicologico.

«Per migliorare la qualità di vita del paziente è importante essere al suo fianco durante tutto il percorso della malattia– ha commenta Giuseppe Toro, Presidente AIL – Associazione Italiana contro le leucemie, linfomi e mieloma – AIL crede fortemente che ricerca scientifica, innovazione e assistenza sociosanitaria siano necessarie l’una alle altre, ecco perché siamo impegnati nel creare insieme a ricercatori, clinici e Istituzioni un modello di sanità a misura d’uomo, che metta davvero al centro il paziente e i suoi bisogni e garantisca un’assistenza equa e di qualità a tutti».

Video Salute

FonteGIMEMA

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