Sanihelp.it – Realizzare un percorso avventuroso immersi nella natura per favorire il processo di adattamento della malattia in giovani pazienti con Sclerosi Multipla e monitorare gli aspetti motori, psicologici e relazionali integrati nell’esperienza sfidante della navigazione: questi gli obiettivi scientifici del programma che si svolgerà sul Palinuro, disegnato da Michela Rimondini con l’ausilio dei ricercatori FISM, Jessica Podda e Giampaolo Brichetto.
In parallelo, Univr e AISM monitoreranno il processo di apprendimento, i benefici ottenuti, le riflessioni e i cambiamenti legati all’esperienza di navigazione, da parte dei pazienti a bordo.
Grazie alla pluriennale esperienza di TTNI e al personale della Marina Militare, il metodo Nave Italia si è affermato negli ultimi 18 anni come uno dei sistemi riabilitativi e psicoeducativi più efficaci al mondo.
Sfruttando avventura, disciplina militare, inclusione sociale e prossimità nella relazione d’aiuto, imbarchi di una settimana sono in grado di modificare comportamenti, pregiudizi personali e autonomie, permettendo di raggiungere una qualità di vita migliore a persone rese fragili da disabilità e disagio.
La realizzazione del progetto è possibile grazie alla collaborazione di Fondazione Tender to Nave Italia (TTNI), con Università degli Studi di Verona (Univr), Associazione Italiana Sclerosi Multipla (AISM) con la sua Fondazione (FISM), e Marina Militare (MM): il progetto sarà realizzato a bordo della Nave Scuola Palinuro.
Questo veliero della Marina Militare ogni anno effettua campagne addestrative a favore degli allievi della 1a corso della Scuola Navale Militare Francesco Morosini di Venezia e degli allievi nocchieri della 2a classe corsi normali marescialli (NMRS) della Scuola Sottufficiali di Taranto, al fine di svolgere attività di ambientamento a bordo, istruzione marinaresca, formazione professionale e accrescimento culturale.
Grazie al Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Ammiraglio di Squadra Enrico Credendino, nella prima settimana di settembre 2024 il Comandante e l’equipaggio di Palinuro metteranno a disposizione la propria esperienza a favore di giovani donne colpite da Sclerosi Multipla, coinvolte nel progetto sperimentale ESPRIMO di Univr.
A bordo del Palinuro si sperimenterà per la prima volta il Metodo Nave Italia su 8 giovani donne colpiteda SM, che potranno vivere l’entusiasmante avventura come membri effettivi dell’equipaggio, attorniati dal mare e dal vento nella splendida cornice dei campi di regata sul mare di Barcellona.
Ciascuno con un ruolo preciso, marinai, pazienti e ricercatori, definito da una disciplina militare capace di generare e trasmettere sicurezza.
L’applicazione del Metodo Nave Italia prevede che anche per questo progetto siano previste tre fasi, una precedente, una durante e una post navigazione.
La novità assoluta è che i parametri motori e la qualità del sonno dei partecipanti saranno monitorati con l’ausilio di sensori indossabili a partire dall’imbarco e fino al termine del viaggio.
Sarà possibile monitorare intensità e durata del movimento, attività cardiaca, parametri pressori, ore di sonno, affaticamento muscolare ecc. arricchendo le valutazioni cliniche e psicologiche di dati sinora mai raccolti per questo tipo di processo riabilitativo.
Il viaggio di ESPRIMO – demons on the boat, è un progetto ideato da ricercatori del Dipartimento diNeuroscienze, Biomedicina e Movimento dell’Università di Verona, guidati dalla Prof.ssa Michela Rimondini.
I risultati ottenuti nel biennio 23/24 con pazienti tra i 18 e i 45 anni affetti da sclerosi multipla, imbarcati sul brigantino Nave Italia, pubblicati dalla rivista Journal of Contextual Behavioral Science, sono stati così incoraggianti nel raggiungimento di maggiore autonomia, autostima e riabilitazione psicomotoria da sollecitare un allargamento degli obiettivi di ricerca coinvolgendo anche Nave Palinuro.
In concomitanza delle regate dell’American Cup a Barcellona 2024, prevista per la prima settimana di settembre, il nuovo e sfidante esperimento avrà luogo.
«Lontano da percorsi sanitari chiusi in palestre in cui fare esercizi di fisioterapia – afferma il direttore scientifico TTNI Paolo Cornaglia Ferraris – l’avventura sul Palinuro, secondo il Metodo Nave Italia, promette vantaggi motivazionali ed emozionali rilevanti. Sarà un’occasione per sensibilizzare la nostra veloce e distratta società rispetto alla capacità di resilienza delle persone affette da SM, motiverà questi pazienti ad uscire di casa, superando lo stigma di depressione e disabilità crescente. Vivere un’avventura entusiasmante, coinvolgente, gioiosa, affrontando sfide fisiche e psicologiche straordinarie potrà far dire orgogliosamente a queste ragazze: »… e ora provateci anche voi cosiddetti normali, se ci riuscite». Un modo diverso e nuovo di presentare la propria malattia a chi vorrebbe rinchiuderla nel pregiudizio di spazi assistenziali spesso tristi,
qualche volta soffocanti»-
«Il Dipartimento di Neuroscienze, biomedicina (DNRM) e movimento dell’Università di Verona ha, tra i suoi fini istituzionali, la promozione dello sviluppo ed il progresso della cultura e delle scienze attraverso la ricerca, l’insegnamento e la collaborazione scientifica e culturale con altre istituzioni, soggetti pubblici e privati – sottolinea Michela Rimondini, professore associato di Psicologia Clinica dell’Università di Verona. – Il progetto Esprimo è condotto da un gruppo di clinici e ricercatori afferenti al Centro regionale sclerosi multipla dell’ospedale di Borgo Roma dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona, all’Unità operativa complessa di neurologia dell’ospedale di Arzignano e ricercatori afferenti al DNBM, impegnati da diversi anni
nell’attività assistenziale e di ricerca nell’ambito della sclerosi multipla. Esprimo si occupa dal 2018 di supportare la resilienza di giovani con sclerosi multipla, favorendo l’adattamento alla malattia, l’inclusione sociale e combattendo lo stigma legato alla condizione di disabilità e fragilità».