Sanihelp.it – È balzato agli onori delle cronache suo malgrado, anche se per il suo rifuggire il contatto umano viene anche chiamato ragno eremita.
Come si può leggere sul documento Punture e morsi di animali del centro antiveleni di Milano, il ragno violino è poco appariscente, non molto grande, ha il corpo lungo 8-10 mm, con lunghe zampe (il maschio ha il corpo più piccolo rispetto alle zampe).
È di colore marrone – giallastro con una macchia più scura a forma di violino con manico. Possiede sei occhi, anziché otto come le altre specie e possiede una specie di artiglio usato per inoculare il veleno.
È diffuso in tutto il territorio italiano, predilige climi caldi e asciutti e si annida in anfratti come battiscopa, fessure dei muri, quadri, mobili, scarpe, abiti e lenzuola da dove esce, soprattutto di notte, alla ricerca del cibo.
Sembra avere abitudini da spazzino, cibandosi d’insetti morti; non è aggressivo e normalmente morde solo se calpestato o se si sente minacciato.
Insieme alla malmignatta è uno dei ragni velenosi italiani: il suo morso è indolore e i disturbi si evidenziano alcune ore dopo con prurito, gonfiore e arrossamento locale, che, nella maggior parte dei casi, regrediscono in poco tempo.
Raramente, ma può succedere, compaiono delle serie complicanze, con gonfiore ingravescente, che dal punto del morso si estende a tutto l’arto colpito, accompagnato da dolore importante e prurito.
In alcuni casi c’è febbre e una successiva un’ulcerazione necrotica che si può approfondire ed estendere in maniera pericolosa, a tutto spessore nei muscoli, fino ad arrivare all’osso.
Nelle prime ore dal morso, la terapia si basa sulla disinfezione e sull’applicazione di pomata antibiotica, localmente.
La lesione necrotica, quando compare, è dovuta all’inoculo di citotossine e può durare anche qualche mese, richiede trattamento con antibiotici per via orale e interventi chirurgici di pulizia, con successiva ricostruzione dei tessuti danneggiati.
In alcuni casi, l’applicazione di sedute in camera iperbarica, si è dimostrata utile a contrastare l’infezione.