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È in arrivo il picco dell’influenza

Salute invernale

Sanihelp.it –  Complice il freddo ma anche le feste e i lori incontri con scambi di auguri tra parenti e amici, nonché la riapertura delle scuole, ecco che a gennaio, come del resto previsto, si registrano numeri in crescita per quanto riguarda i casi di influenza e di altre forme di infezioni virali delle vie aeree. Infatti, anche l’incidenza delle sindromi simil-influenzali in questo periodo è elevata per la circolazione stagionale dei diversi virus. In questo periodo i virus influenzali sono prevalenti rispetto agli altri virus anche se rimane una quota significativa di Sars-CoV-2. La parola agli esperti.


Quale impatto possono avere le complicanze delle infezioni virali respiratorie e le sovrainfezioni batteriche?

«In genere le infezioni virali delle vie aeree si risolvono nell’arco di alcuni giorni» spiega il professor Andrea Nacci, Specialista in Otorinolaringoiatria, Dirigente Medico. U.O. Otorinolaringoiatria, Audiologia e Foniatria Universitaria, Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana e consulente Schwabe Pharma Italia «ma talora vanno incontro a complicanze e il decorso diviene più lungo e impegnativo. La complicanza più comune è la sovrapposizione batterica che può provocare otomastoidite in caso di otite, ascesso peritonsillare nei casi di faringo-tonsillite e, meno frequentemente, complicanze batteriche delle sinusiti acute. Inoltre, le infezioni virali delle vie aeree possono peggiorare il quadro clinico di chi soffre di asma o di bronchite cronica e predisporre a complicanze quali bronchiti acute e polmoniti».

«È importante sottolineare ancora oggi che in caso di infezioni acute delle vie aeree di origine virale, non devono essere prescritti antibiotici. Anche nelle forme batteriche però, la maggior parte delle linee guida nazionali ed internazionali consiglia un periodo di attesa di 3-5 giorni prima della prescrizione di un antibiotico (naturalmente in funzione dell’organo interessato e delle condizioni generali del paziente), prescrizione che avverrà successivamente in caso di mancata guarigione o peggioramento dei sintomi» continua l’esperto. «Quindi potremmo utilizzare per un certo periodo e in funzione delle condizioni generali del paziente, sintomatici oppure farmaci vegetali, prima di pensare di prescrivere trattamenti antibiotici» conclude lo specialista.

Appropriatezza degli antibiotici, farmaci sintomatici e farmaci vegetali

Considerando che l’80% circa dei processi infettivi delle vie aeree superiori e inferiori è di origine virale e che le complicanze più temibili derivano dalla sovrapposizione batterica, è chiaro come sia fondamentale prima che sopraggiunga la complicanza, utilizzare dei farmaci che abbiano una attività antivirale ma che non siano caratterizzati da effetti avversi potenzialmente gravi.

«D'altronde, alla luce dell’uso inappropriato degli antibiotici e dell’aumento del tasso di resistenza batterica è determinante l’utilizzo di un rimedio alternativo ed efficace per questa tipologia di malattie, tra l’altro particolarmente frequenti» commenta l’otorino. Dobbiamo però chiederci se esistono rimedi alternativi la cui efficacia sia provata dalla letteratura scientifica e dalle evidenze cliniche.


«Si inserisce in questo ambito il Pelargonium sidoides (EPs 7630), farmaco vegetale estratto dalle radici del geranio africano ed utilizzato per secoli, per le infezioni delle vie aeree superiori, per il comune raffreddore e per la tubercolosi» è il consiglio del medico. «Il Pelargonium sidoides (EPs 7630), oltre ad avere un’attività secretomotoria, antibatterica e immunomodulante, si caratterizza per avere un’azione antivirale. Il Pelargonium agisce già nella fase precoce dell’infezione virale impedendo l'ancoraggio del virus alla superficie cellulare; inoltre, quando la cellula è ormai infettata, questo farmaco impedisce la fuoriuscita dei virioni replicati, e la conseguente diffusione dell'infezione. Infine, anche se la cellula è stata infettata dal virus, il Pelargonium agisce come immunomodulante, potenziando i sistemi di difesa cellulari e agendo quindi come citoprotettivo. La sua attività immunomodulante, antibatterica e meccanica (secretomotoria) inoltre, contribuisce a proteggere l’organismo dalle sovrapposizioni batteriche, riducendo quindi il rischio delle complicanze più gravi».

Quali le categorie maggiormente a rischio di complicanze? 

«I soggetti a rischio sono gli anziani, i bambini e i soggetti affetti da patologie croniche e/o da multimorbidità indipendentemente dalla loro età» precisa l’esperto.

Attenzione all’autosomministrazione e all’interazione tra farmaci

«in ultima analisi» conclude l’esperto «anche e soprattutto le categorie a rischio avranno la necessità di effettuare terapie prescritte dal medico, durante le prime fasi delle patologie delle vie aeree, la cui efficacia sia provata scientificamente e dalle evidenze cliniche, e che non siano caratterizzate da effetti avversi o da rischi di interazioni con altri farmaci».

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