Sanihelp.it – Si è recentemente costituita l’Associazione Pazienti MAMog che vuole ottenere il riconoscimento dell’osteoporosi gravidica quale patologia rara correlata alla gravidanza. L’associazione intende anche promuovere una corretta informazione degli operatori sanitari, che molto spesso ignorano la malattia, non ne riconoscono i sintomi e non credono alle pazienti, con danni talvolta irreversibili per la salute della donna.
«Ho seguito per anni tante, troppe mamme fratturate, donne giovani entusiaste per la nuova vita che cresceva dentro di loro, che hanno visto in un crac infrangersi un sogno cullato da tempo. Eppure, se hanno il coraggio di affrontare una seconda gravidanza, non si rifratturano più, semplicemente perché la fragilità è stata intercettata e le fratture da fragilità prevenute. Cosa aspettiamo a mettere in atto ogni azione perché nessuna mamma si fratturi più in gravidanza o nell’allattamento? MAMog ci aiuterà a mettere in atto un programma di prevenzione per proteggere lo scheletro delle mamme!» ha spiegato la Prof.ssa Maria Luisa Brandi, da anni in prima fila nel campo della prevenzione e della cura delle malattie dello scheletro, non solo come medico e ricercatore di spessore internazionale, ma anche come promotrice, attraverso il suo ruolo di presidente di FIRMO Fondazione Italiana Ricerca sulle Malattie dell'Osso.
Proprio nella sede della Fondazione FIRMO è avvenuta la costituzione dell’Associazione Pazienti MAMog
Ad oggi l’osteoporosi gravidica, che causa entro pochi mesi dal parto fratture vertebrali plurime ed edemi ossei, è misconosciuta e largamente sottostimata e le neomamme affrontano dolore e disabilità importanti prima di ottenere una diagnosi.
La qualità della vita delle pazienti viene compromessa in modo significativo dalla malattia anche nel lungo periodo, ma un’adeguata risposta può far sì che la vita torni a una relativa normalità. Sensibilizzare e informare gli operatori sanitari è il primo passo per fare diagnosi precoce, per avere terapie condivise e una prevenzione efficace della patologia.