Sanihelp.it – Tra le 55.000 nuove diagnosi di carcinoma mammario in Italia registrate nel 2020, circa il 15% (8.000 casi) è dovuto a carcinoma mammario triplo negativo (mTNBC). La denominazione »triplo negativo» deriva dal fatto che i tumori della mammella possono essere classificati in base all’espressione, sulla superficie delle cellule tumorali, di alcuni recettori che possono anche essere utilizzati come bersaglio per terapie mirate:
-I recettori per gli estrogeni
-Il recettore per il progesterone
-Il recettore HER2
I carcinomi mammari triplo negativi sono accomunati dalla mancanza di espressione di questi recettori, e rappresentano una forma aggressiva della malattia, invasiva e difficile da trattare: rispetto ad altre forme di carcinoma mammario, hanno maggiore probabilità di metastatizzare e di recidivare dopo il trattamento. Colpiscono frequentemente donne giovani, in premenopausa, e sono particolarmente diffusi tra le donne nere e ispaniche e tra le portatrici di mutazione BRCA.
Il tumore mammario triplo-negativo (TNBC) è una malattia biologicamente e clinicamente eterogenea considerata da tempo come un grande unmet need a causa del suo comportamento aggressivo e della sua prognosi sfavorevole. L’eterogeneità del tumore e la scarsità di terapie efficaci hanno contribuito a rendere il TNBC il sottotipo con gli esiti meno favorevoli. Il tentativo di definire e caratterizzare l’eterogeneità del TNBC si è concentrato principalmente sulle caratteristiche intrinseche delle cellule tumorali.
Negli ultimi anni i progressi nelle tecnologie hanno evidenziato l’importanza del microambiente del TNBC, rivelando una stretta relazione dinamica con le caratteristiche delle cellule tumorali. Per questo motivo si è avuta la necessità di ripensare ad una possibile classificazione del TNBC che tenga conto non solo delle caratteristiche legate al sistema immunitario, portando così a considerare una visione olistica dell’ecosistema TNBC.
Dal punto di vista della storia naturale, la malattia triplo negativa si presenta in genere molto aggressiva con tendenza alla disseminazione metastatica viscerale in circa il 60% dei casi. A causa dell’assenza di recettori che possano anche fungere da bersagli molecolari, questa forma di tumore metastatico non risponde né alle terapie ormonali né ai farmaci diretti contro HER2; i trattamenti standard per la malattia triplo negativa metastatica sono stati fino a oggi i chemioterapici. Il carcinoma mammario triplo negativo metastatico è considerato un tumore chemiosensibile, ma purtroppo le ricadute sono rapide.
Solo in tempi molto recenti si sono resi disponibili nuovi trattamenti che hanno migliorato gli esiti delle terapie per le pazienti con mTNBC. Queste nuove opportunità terapeutiche, tuttavia, sono oggi riservate a pazienti il cui mTNBC esprime precise caratteristiche, e nelle prime linee di trattamento. Vi è un forte bisogno terapeutico non soddisfatto per il trattamento di mTNBC nelle linee avanzate.
Allo stato attuale lo scenario clinico è in continua evoluzione e sono oggi disponibili differenti opzioni terapeutiche che hanno incrementato le possibilità di sopravvivenza per i pazienti con TNBC, come gli agenti anti-PD1/PDL1 per le malattie che sovra-esprimono il PDL1 e i PARP-inibitori per le sottopopolazioni di donne che presentano una mutazione germinale per il gene BRCA.
In conclusione, considerando la complessa eterogeneità di questa patologia, una maggiore comprensione coordinata ed unificata dall’analisi delle differenti caratteristiche biologiche e molecolari del tumore triplo-negativo, sarà un passo importante verso la personalizzazione dei trattamenti con la possibilità di aumentare il beneficio clinico .
La recente l’introduzione in clinica di sacituzumab govitecan, un anticorpo monoclonale coniugato umanizzato diretto contro il trophoblast cell-surface antigen 2 (Trop-2 trasduttore di segnale del calcio trans-membrana altamente espresso dalle cellule del tumore mammario) e combinato con un inibitore della DNA topoisomerasi I (SN-38, metabolita attivo di irinotecan), ha segnato un momento importante nella storia clinica del trattamento di questa neoplasia con elevato unmet need.