Sanihelp.it – Quello al seno è il tumore più frequentemente diagnosticato nelle donne in Italia. Ogni anno se ne ammalano circa 55 mila, il 41% nella fascia d’etàfino ai 49 anni, il 35% dai 50 ai 69, il 22% oltre i 70 anni.
8 donne su 10 con tumore al seno seguono terapie ormonali adiuvanti e vanno incontro a fragilitàossea e ad un aumento del rischio di fratture. «L’improvvisa riduzione degli estrogeni causata dalle terapie ormonali adiuvanti ha forti ripercussioni sulla salute in generale e su quella delle ossa in particolare perché questi ormoni hanno un ruolo fondamentale nel processo di rimodellamento osseo», spiega Maria Luisa Brandi, Presidente dell’Osservatorio Fratture da Fragilità(OFF)
«Dopo un tumore al seno quindi la riduzione degli estrogeni causa fragilitàossea e fa impennare il rischio di fratture anche in seguito a minimi traumi. L’avambraccio è statisticamente quello che ne fa maggiormente le spese, ma tutte le ossa diventano più fragili. Queste pazienti vanno sottoposte ad un’analisi attenta del metabolismo osseo, per verificare i parametri di rimodellamento osseo, che solitamente in questi casi sono molto elevati. Quando una donna deve seguire una terapia ormonale adiuvante cronica per almeno 5 anni e in alcuni casi può arrivare a 10, è indispensabile che venga anche impostata una terapia antiriassorbitiva in grado di prevenire le fratture nel momento stesso dell’inizio della terapia ormonale» spiega la specialista.
Un’indagine di Europa Donna dimostra che quasi tutte le pazienti intervistate sono consapevoli del rischio di fragilitàossea (97%), ma solo il 55% riceve trattamenti specifici per proteggersi. Sempre secondo la ricerca di Europa Donna, l’87% delle pazienti sa che la nutrizione può essere un prezioso alleato per la salute delle ossa e il 97% è consapevole dell’importanza di calcio e vitamina D per il benessere delle ossa, ma solo il 58% segue una dieta mirata dopo la diagnosi di tumore.
Continuità, ascolto e informazione: giunta alla sua quarta edizione, la campagna Ora pOSSO rafforza il dialogo con le pazienti e l’impegno per informarle su come proteggere la qualitàdelle ossa, grazie a trattamenti mirati alla prevenzione delle fratture, con un focus sull’importante supporto fornito da un’alimentazione bilanciata e i giusti apporti di calcio e vitamina D.
Nato su iniziativa di Amgen, Europa Donna Italia e F.I.R.M.O., il progetto si basa sull’impegno condiviso di un network sempre più esteso, del quale fanno ora parte anche ROPI (Rete Oncologica Pazienti Italia), Susan G. Komen Italia, W4O (Women for Oncology) e Acqua Uliveto.
La pagina Facebook @EuropaDonnaItalia ospiteràun calendario mensile di dirette per approfondire con gli specialisti tematiche legate alla fragilitàossea e ai corretti stili di vita.