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Sibling Day

Sanihelp.it –  Un legame determinante nello sviluppo relazionale, quello tra fratelli e sorelle: un legame bellissimo, ma quando arriva un fratello o una sorella, come ci si comporta?


Quali sono le giuste strategie che un genitore può adottare per comunicare al primogenito/a che sta per diventare fratello o sorella maggiore?

Che cosa accadrà e come cambierà l’equilibrio all’interno del nucleo familiare?

 

QUID+, la linea editoriale educativa firmata da Gribaudo, parte del Gruppo Feltrinelli, ha realizzato i libri Divento fratellino maggiore e Divento sorellina maggiore per la collana Prime Sfide, per aiutare i genitori in questo momento speciale.

I libri contengono 3 divertenti storie illustrate studiate proprio per affrontare tutte le emozioni che scaturiscono dalla comunicazione del lieto evento, all’arrivo a casa del fratellino o della sorellina insieme alla mamma, fino alle prime gelosie e piccole rivalità. 

La guida dedicata agli adulti, seconda parte dei volumi ma da leggere per prima, permette ai genitori di prendere consapevolezza su come gestire al meglio questo momento straordinario, ponendo particolare attenzione alle parole da usare e mettendo in atto dei piccoli riti quotidiani da fare insieme. 


«Un nuovo ingresso in famiglia porta senza dubbio al bisogno di dover ristabilire un nuovo equilibrio.- Spiega la psicologa Alessia Giana, Founder presso Servizio Bergamasco Neuropsicologia – Tale cambiamento a livello emotivo potrebbe innescare una serie di paure e incertezze, soprattutto da parte dei più piccoli, causando gelosie e contrasti. La gelosia, però, non deve spaventare i genitori, infatti, come afferma il grande pediatra e psicoanalista Donald Winnicott, la gelosia oltre ad essere normale e salutare nasce proprio dal fatto che i bambini amano».

 

Ancor più complesso quando in famiglia arriva un bambino con malattia rara.

Qual è l’impatto emotivo sui sibling, gli altri figli, che dovranno necessariamente convivere con la malattia e che spesso rimangono invisibili?

A loro, dal 2014, è dedicata la Giornata europea, Sibling Day, che si celebra ogni anno il 31 maggio.

In Italia a interessarsi dei rare sibling, ovvero di chi ha un fratello o sorella con malattia rara, è l’Osservatorio Malattie Rare il cui »occhio» da ormai quattro anni scava nel vissuto di queste persone attraverso survey, gruppi esperienziali che sono andati avanti anche durante la pandemia e un’intensa attività di storytelling che è già stata base per due diverse pubblicazioni divulgative sul tema.

«Essere sibling rari è un’esperienza molto complessa e necessita di particolare attenzione in alcune fasi del ciclo di vita; per i più piccoli l’impatto della malattia rara sugli equilibri familiari può generare un senso di solitudine e incomprensione dei motivi per cui i genitori siano tanto assorbiti dalle terapie necessarie ai propri fratelli; per i più grandi è difficile immaginare e realizzare un proprio percorso di vita autonomo e indipendente, si interrogano sul proprio ruolo nella cura dei fratelli attuale e futuro – spiega Laura Gentile, Psicologa e Psicoterapeuta, Responsabile Scientifico del Progetto Rare Sibling – Il desiderio di realizzare una propria famiglia richiede loro di affrontare i timori del rischio riproduttivo che riguarda le malattie rare che nell’80% dei casi sono di origine genetica. Per tutti, la possibilità di avere informazioni calibrate all’età e alle necessità e la possibilità di condividere le proprie emozioni è di grande conforto».

 Oltre alla realizzazione dei Gruppi esperienziali, per conoscere più da vicino chi sono questi ragazzi, prosegue l’attività di storytelling, iniziata nel 2018 e dedicata alla raccolta delle esperienze dirette che vengono pubblicate sul portale wwww.raresibling.it.

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